Dal Ducale a Pieve il prezioso altare ligneo L’opera ritorna nella chiesa parrocchiale

La struttura venduta nel 1932 alla Sovrintendenza ora incornicia come in origine l’affresco della Madonna con bambino

E’dell’11 novembre 2020 la firma dell’accordo con cui Palazzo Ducale, ferma restando la proprietà dello Stato, ha ceduto in uso gratuito e senza limite di tempo l’altare alla parrocchia della Beata Vergine, di Pieve di Coriano. Di che altare si tratta? Prendendola per la lunga, era il 1932 quando fu deciso di riportare la chiesa matildica di Pieve al suo stato originario. Tutto ciò che, all’interno, era successivo al periodo di Matilde di Canossa fu venduto, anche per raccogliere il denaro necessario per condurre a termine la costruzione del campanile. Col nulla osta della Curia, il parroco di allora, don Alfredo Azzoni, provvide. L’altare maggiore, barocco, fu venduto alla parrocchiale dell’Immacolata di Suzzara e il fonte battesimale a quella di Magnacavallo (entrambi sono ancora là). Due altari, di legno, vennero acquistati dalla Sovrintendenza di Mantova. Uno, da restaurare, si trova a Palazzo Ducale, insieme a un’Annunciazione (copia da Maarten de Vos, circa del 1580-1600, esposta nella galleria di Santa Barbara), olio su tela, in attesa di tornare a Pieve, ma ci vorrà tempo. L’altro altare, policromo e con dorature, databile alla fine del Cinquecento, è invece tornato nella chiesa di Pieve, a incorniciare l’affresco della Madonna con il Bambino tra i santi Sebastiano e Rocco.

Le vicende storiche sull’altare sono state ricostruite da Stefano L’Occaso: «Dopo essere stato esposto per pochi decenni nell'appartamento di Guastalla di Palazzo Ducale - dice il direttore della reggia - l’altare è stato relegato in un deposito attiguo al corridoio dei Fauni per molti anni. Giaceva smontato e inutilizzato, finché alla fine del 2014 è stato affidato alle cure della scuola di Santa Paola, sotto la direzione tecnica interna della professoressa Anna Commoretto, docente di restauro della scuola; il restauro si è concluso a settembre 2020 e il riposizionamento è stato abbastanza complesso: sono state necessarie due giornate di lavoro, il 3 e l'11 dicembre. Ci abbiamo fisicamente lavorato almeno in cinque: la ditta Lupi di Romanore, per conto degli Istituti Santa Paola, e tre volenterosi di Palazzo Ducale: io, la dottoressa Daniela Mazzaglia funzionario restauratore e Giuseppe Loreto. Date le dimensioni, gli ingombri e il peso, è stato un lavoro complesso, ma siamo molto soddisfatti del risultato».


Soddisfatto è anche don Stefano Savoia, direttore dell'Ufficio beni culturali, edilizia di culto, arte sacra della Diocesi di Mantova, che afferma: «La Diocesi è grata alla direzione di Palazzo Ducale per aver portato a compimento questa importante operazione di valorizzazione culturale. La Parrocchia di Pieve di Coriano ha accolto con entusiasmo il ritorno del prezioso bene artistico, sottoposto a un delicato e paziente lavoro di restauro nel laboratorio dell’Istituto Santa Paola. La chiesa “matildica” di Pieve, una delle più importanti del territorio, così come la ammiriamo oggi è frutto di un radicale intervento di restauro stilistico all’inizio del secolo scorso. Per mettere in luce le strutture romaniche fu spogliata di quasi tutti gli arredi rinascimentali e barocchi, in gran parte ceduti ad altre chiese e allo Stato. I tempi sono cambiati e i principi di conservazione e fruizione dei beni culturali riconoscono che un’opera d’arte è decisamente più apprezzabile nel contesto di origine, soprattutto se di carattere religioso».

L’altare è costituito da un basamento dal quale si slanciano due eleganti paraste che sostengono un’arcata a tutto sesto, sormontata da una trabeazione finemente lavorata. Diverse figure e motivi vegetali affollano l’elaborato programma decorativo dell’opera. In una parola: è bello. —

GILBERTO SCUDERI

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