Rubens e la cultura italiana Nuovo libro sull’artista curato da Morselli e Paolini

Il grande pittore alla corte dei gonzaga  

Gli studi su uno dei grandi pittori alla corte dei Gonzaga si arricchiscono col volume Rubens e la cultura italiana 1600-1608 curato da Raffaella Morselli e Cecilia Paolini, edito a Roma da Viella, 340 pagine illustrate, 38 euro. Durante gli otto anni trascorsi in Italia, Rubens studiò l’arte antica e i grandi maestri rinascimentali, prestando grande attenzione anche alle opere di artisti a lui contemporanei, come Caravaggio e Baglione, e frequentando i circoli scientifici e letterari, senza mai trascurare l’analisi dell’architettura (nella sua casa di Anversa non dovrebbero essere estranei, da indagare, riferimenti per esempio a palazzo Te). La fascinazione nei confronti della civiltà italica può essere una chiave di lettura non solo della sua pittura, ma anche dei rapporti, diplomatici e di amicizia, che Rubens strinse nel corso della sua vita.

Molti legami fondamentali per la sua carriera si svilupparono proprio durante gli anni italiani, con collezionisti romani e genovesi, ma anche con politici stranieri e con ordini religiosi quali gesuiti, filippini e carmelitani. Raffaella Morselli - mantovana, insegna Storia dell’arte moderna all’Università di Teramo - oltre a numerosi studi sui rapporti di Rubens con i Gonzaga e i committenti italiani, nel 2018 ha pubblicato per Viella “Tra Fiandre e Italia. Rubens 1600-1608. Regesto biografico-critico”.


Nel 2002 ha curato il catalogo della mostra Celeste Galeria, allestita a palazzo Te per cura sua e di Andrea Emiliani. Ha inoltre scritto l’introduzione a “Ritratto di famiglia. I Gonzaga del Mantegna” di Maria Bellonci, edito da Tre Lune nel 2006. —

GILBERTO SCUDERI

Video del giorno

Omnia Mantova - Dosso Dossi in mostra al Te. Passando per San Giovanni del Dosso

La guida allo shopping del Gruppo Gedi