Nise Gerbino, la grafica che crea opere d’arte di luce

Da dieci anni è titolare di uno studio a Medole: «La parte creativa del mio lavoro non è un hobby: sono divisa in due». Come materia prima utilizza il Pmma (il polimetilmetacrilato): una lavorazione nata dal periodo in Accademia a Milano 

MEDOLE. Nise Gerbino, imprenditrice e artista, è nata 39 anni fa a Castiglione delle Stiviere. Da dieci anni ha la sede della sua attività - uno studio di grafica (e non solo) - a Medole, paese dove ha trovato ospitalità la sua professione di grafica e designer e, allo stesso tempo, di artista e creativa.

«Non è un hobby la parte creativa del mio lavoro - spiega la Gerbino - ed è per questo che il mio studio è diviso in due: una parte, visibile ai clienti, dove lavoro sul versante grafico; e una parte non visibile che è lo studio dove mi estranio e lavoro». Alle spalle la Gerbino ha una formazione scientifica.


«Ho frequentato il liceo scientifico al Gonzaga di Castiglione. Una scuola che mi ha dato molto perché mi ha insegnato un metodo e ha aperto la mia mente al mondo culturale e non solo».

Terminati questi studi, però, «la parte creativa, che non è mai venuta meno, ha prevalso - continua Gerbino - e così mi sono iscritta alla Naba, e cioè la Nuova accademia delle belle arti con sede a Milano. Quello che mi ha colpito è che questa scuola era, ed è ancora, caratterizzata da insegnanti che sono tutti professionisti». Il mondo dell'arte, teorico e pratico, fuso con quello del lavoro e della professione. Componenti di quello che diventerà, poi, l'anima dello studio Flow Lab Comunicazione, l'attività della Gerbino. «Ho aperto la mia partita Iva nel 2004, e nel 2007 ho iniziato la mia attività dopo aver fatto la gavetta, e aver collaborato con aziende e studi, dove ho operato anche con programmi come AutoCad per disegnare e creare».

A tutta questa parte dell'attività di Gerbino si affianca anche quella di artista e creativa. «Ripeto, non si tratta di un hobby. Le mie opere di luce sono parte della proposta del mio lavoro e del mio studio. Ho una galleria di mie creazioni personali e private e poi posso lavorare su commissione per dar vita a queste opere che, solitamente, chi ha brama di ridurle e incasellarle le chiama semplicemente lampade o lampadari. In realtà si tratta di opere di luce realizzate in Pmma (il polimetilmetacrilato ) con luci, oggi quasi tutte a led».

Una lavorazione e un'attività creativa particolare che hanno origine a Milano, in Accademia. «Ho conosciuto, ho studiato e ho collaborato (come assistente e allieva) con il professor Filippo Avalle. Lui mi ha indirizzata in questo mondo. Ho frequentato il suo laboratorio e ho imparato a lavorare questi materiali. Ho avuto anche la possibilità di stare un periodo di tempo a Parigi, alla Esad (L'École nationale supérieure des Arts Décoratifs). Sono state esperienze importanti per questa parte della mi attività».

Oltre alla parte di lavoro, «e cioè la possibilità che i clienti mi commissionino queste opere luminose per case, studi, atelier, c'è la mia produzione artistica. L'8 dicembre ho inaugurato un'esposizione personale di quadri e sculture luminose sospese nella galleria “L’altra Arte”, Bagnolo Mella (Brescia), ma dal 2005 ad oggi ho esposto a Mantova (in occasione di “Mantova Creativa” nel 2016); a Milano, Ferrara, Como, Verona. Una mia opera dedicata a Giovanni Paolo II è esposta nella basilica di San Luigi a Castiglione delle Stiviere. Un'altra, la prima della serie "Anime", e cioè sculture sospese perché sono opere luminose che non sono quadri e neppure sculture, ma vanno appese e l'esperienza è totale, è nella casa-museo di Brienno (Como) dove si trova la collezione di Avalle. Poi ci sono tutte quelle che ho realizzato per i privati».

Gerbino ha ricevuto nel 2015 a Expo di Milano il Premio donna impresa Confartigianato Lombardia con il patrocinio di Unioncamere; mentre nel 2019 Matera (Capitale europea della cultura 2019), nell'ambito della prima edizione del Premio europeo per le imprese femminili degli stati generali delle donne, ha ricevuto un altro riconoscimento. «Sono diventata madre e questa gioia ha riempito molti spazi; tuttavia quando lavoro e creo mi sento sospesa. È una grande esperienza di libertà. L'evoluzione della mia attività, con "Anime", le sculture sospese, realizza in pieno queste esperienze che, ad esempio, la dimensione del quadro mi preclude».




 

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