Mantova e il Bibiena incantate dal talento del 13enne Mozart: succedeva 251 anni fa

L’evento avvenne il 16 gennaio del 1770: Wolfgang Amadeus arrivò in città il 10 con il papà Leopold  

MANTOVA. In questi tempi di musica solo in streaming, un concerto dal vivo riempirebbe tutti di felicità. Purtroppo music hall e teatri sono chiusi. Possiamo però leggere la Gazzetta di Mantova di 251 anni fa, allora settimanale, e immaginare il «portentoso talento e la maestria straordinaria ch’egli in età di 13 anni possiede nella musica». Il talentuoso era Wolfgang Amadeus Mozart, arrivato a Mantova il 10 gennaio 1770 insieme al papà Leopold con lettere di raccomandazione, per cui furono accolti da gentili e colte famiglie (e trascurati da altre ignoranti) finché la sera del 16 gennaio il teatro dell’Accademia, costruito da Antonio Bibiena e da poco inaugurato, ospitò il ragazzo affinché desse prova della sua arte alla presenza delle autorità cittadine, politiche, militari ed ecclesiastiche, della nobiltà e del corpo accademico. 
Il cronista della Gazzetta seguì l’evento e il 19 gennaio apparve l’articolo dove il «sig. Wolfango», che avrebbe compiuto 14 anni il 27 gennaio, «eseguì concerti e sonate di gravecembalo all’improvviso con variazioni giustissime». A seguire: «Cantò improvvisamente un’aria intera, sopra nuove da lui mai vedute parole, dandole i debiti accompagnamenti». C’erano gli spartiti, ma Mozart poteva farne a meno. Fu poi la volta di una sinfonia al violino e, sempre all’improvviso, di «una fuga sopra un semplice tema che gli si presentò, e la condusse ad un sì magistrale collegamento armonico di tutte le parti, e la sciolse sì francamente che ne rimasero gl’intendenti storditi»: ciò al clavicembalo. Ma anche al violino si destreggiava divinamente. Nei giorni seguenti i maestri e i professori di musica mantovani impegnarono Mozart in prove private: la conclusione fu che a loro «parea nato questo giovine a confondere i più esperti nell’arte» e non c’era alcun dubbio che fosse «il miracolo della musica». Il 19 gennaio, lasciata Mantova per Cremona, i Mozart sostarono a Bozzolo, dove Amadeus suonò in casa dell’arciprete Carlo Saragozzi per quasi due ore, destando anche qui grande meraviglia, alla presenza delle autorità e dei notabili del paese. Un successone. Senonché papà Leopold, esultando per i baci che le signore mantovane schioccavano sulle guance del figlio, al tempo stesso lamentava scarsi guadagni: «Se tutti i baci che a Wolfgang si prodigano potessero mutarsi in buoni luigi d’oro, non avremmo a lagnarci, il male è che albergatori e osti non accettano baci in pagamento» scriveva alla moglie. 

Video del giorno

La mostra dei trattori antichi a Castel Goffredo

La guida allo shopping del Gruppo Gedi