Nel libro di Michele la poesia e la rinascita dopo il trauma, con prefazione di Eros

Nel 2020 l’incidente in moto, il coma e i mesi in ospedale. Da Ramazzotti anche un video di conforto al fan di Cerese

MANTOVA. «Riuscire a superare con grande forza un avvenimento traumatico nella vita non è cosa facile. Michele lo ha fatto con tanta determinazione e queste sue poesie ne sono la riprova». Sono le parole che si leggono nella prefazione di 25-Nulla accade per caso, il primo libro di poesie di Michele Ruta. A scriverle, Eros Ramazzotti. I fatti che hanno portato Ruta, nativo di Andria e da sei anni residente nel Mantovano, a conoscere uno degli artisti italiani più amati al mondo, celano una storia di dolore e rinascita.

Ruta, 43 anni, residente a Cerese, lavora per Poste Italiane. Cinque anni in città, poi la promozione a caposquadra e lo spostamento a Viadana. Il 25 maggio 2020 la sua vita cambia.


Mentre torna a casa dal lavoro con la sua moto, ha un grave incidente contro un'auto. Viene trasportato in elicottero all'ospedale di Cremona. Una settimana in coma, poi cinque mesi di degenza nel reparto di ortopedia.

Il messaggio di Eros

Il messaggio di Ramazzotti per il libro di poesie del mantovano d'adozione Ruta



«E pensare che nei 42 anni precedenti non avevo mai messo piede in un ospedale - racconta -. Mi sono trovato catapultato in una situazione terribile. Quella stanza d'ospedale era diventata la mia casa».

Ruta ha da sempre un grande mito: Eros Ramazzotti. Nei lunghi giorni del coma, i familiari, in particolare una cugina, hanno un'idea: provare a contattare il cantante per raccontargli la storia di Michele. Il tutto tramite Instagram.

E Ramazzotti risponde, inviando un video messaggio di conforto. «Ciao Michele, sono Eros - il messaggio -. Ti auguro una pronta guarigione. E mi raccomando, devi venire a vedere i miei concerti, come sempre. Ti abbraccio. Forza, forza, forza. Dai che ce la fai. Ciao Miki».

«Quando ho aperto gli occhi, le prime cose che ho visto sono stati i volti dei miei genitori e il videomessaggio di Eros - spiega Ruta -. Un risveglio splendido. Dall'ospedale ho scambiato vari messaggi con Ramazzotti, mi ha chiesto più volte come stavo. Diciamo che è diventato una sorta di amico speciale. Ho preso coraggio e gli ho chiesto di inviarmi un pensiero per la prefazione del mio libro. E ha accettato». Il libro raccoglie 48 liriche. In parte realizzate prima dell'incidente, ma molte sono state composte nei lunghi mesi di degenza in ospedale.

«Non mancano momenti di riflessione sulla mia condizione in quei mesi, ma il tema dominante è l'amore, in tutte le sue declinazioni e forme. Ad aprirlo è il post Facebook scritto dalla mia compagna poche ore dopo l'incidente. Ed è a lei che ho dedicato il libro. Ho scelto il 25 perché è un numero ricorrente nella mia vita: sono nato il 25 febbraio, l'incidente è stato il 25 maggio, la stanza d'ospedale era la numero 25. E il 25 settembre avrei dovuto essere dimesso, anche se poi la data è scivolata di qualche giorno per motivi burocratici. Diciamo che mi ha accompagnato dalla nascita alla rinascita». Il libro, pubblicato dallo stesso Ruta, sarà disponibile a breve sui tradizionali store online.

«Le poesie sono affiancate da foto che rappresentano i due luoghi della mia vita: la spiaggia di Vieste e i posti dove sono cresciuto e gli scorci più belli di Mantova, la città che mi ha adottato».
 

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