Il Ducale si prepara, ecco come sarà la nuova mostra sulle acquisizioni

Da metà marzo nelle sale a pianoterra del Castello un viaggio tra sculture e dipinti aggiunti ora alle collezioni

MANTOVA. Mentre era chiuso, in zona rossa, Palazzo Ducale lavorava a nuove iniziative. La mostra delle ultime acquisizioni è un progetto da definire.


La data non è sicura al cento per cento, ma giorno più giorno meno azzardiamo darla per certa: dal 18 marzo (forse un regalo per la festa di Sant’Anselmo patrono di Mantova) l’esposizione aprirà in tre sale al pianterreno del Castello di San Giorgio.


Nella sala d’ingresso saranno esposti il dipinto a olio circa del 1745 Nettuno sui cavalli marini di Francesco Maria Raineri detto lo Schivenoglia (il paese dove nacque nel 1676), la pala d’altare del 1764 di Siro Baroni che raffigura la Madonna col Bambino con sei santi cappuccini, il busto in marmo bianco di lava di Battista Spagnoli opera di Bernardino Germani del 1522 (arriverà nella reggia gonzaghesca la prossima settimana) e la scultura, donata dall’antiquario Gian Pietro Serra, di un santo - il nome è ignoto - incorniciato tra due colonne tortili che sostengono un arco carenato.

Quest’ultima opera è una formella in pietra, di circa 35 x 14 centimetri, che fa parte dello stesso complesso scultoreo di cui il Ducale (nell’appartamento di Guastalla nel Palazzo del Capitano) conserva dal 1915 altri tre frammenti a loro volta parte di un monumento funebre medievale, simile al sepolcro del doge Michele Morosini, morto nel 1382, che si trova a Venezia nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sepolcro che potrà essere di aiuto, come modello, per ricostruire, perlomeno virtualmente l’intera scultura mantovana.

Nella attigua sala del Sole è in attesa di essere nuovamente ammirato dal pubblico - è l’opera più importante delle nuove acquisizioni - l’arazzo Venere spiata da un satiro, con i puttini (alto 4 metri e 10 centimetri e largo 4 e 50, in lana e seta con ordito di 6-7 fili per centimetro, eseguito a Mantova su cartone di Giulio Romano nel 1539-1540 da Nicola Karcher, di Bruxelles) che in primavera andrà in mostra a Palazzo Te per poi tornare al Ducale dove troverà collocazione permanente nella sala delle Armi, sullo stesso piano della Camera degli Sposi.

Nella sala del Sole saranno esposti anche il disegno della prima metà degli anni ’60 del Cinquecento del pittore, scultore e architetto mantovano Giovanni Battista Bertani (è la raffigurazione di un satiro che trascina l’asino di Sileno, disegno preparatorio per la decorazione della sala di Bacco, nell’appartamento della Rustica), poi un disegno a penna e inchiostro di Girolamo Brusaferro del 1726-1728 che raffigura San Giovanni della Croce in adorazione della Trinità e un ritratto di Baldassarre Castiglione, copia del capolavoro di Raffaello (del 1514-1515) eseguita nel 1874 dal pittore polacco Walery Plauszewski.

La terza sala sarà allestita con opere di arte contemporanea: un carboncino del pittore e fumettista Giulio Camagni, una scultura in gesso di Aldo Grazzi, due foto digitali (una di Anna Di Prospero e una dell’artista iraniano Golnaz Taheri intitolata “Calendario”) e un assemblaggio di matite colorate di Paola Pezzi che raffigura lo stemma dei Gonzaga. 
 

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