Un libro scritto da dietro al bancone

A Mantova dal 2009, lavora in uno dei locali simbolo della tradizione cittadina: il centralissimo Caravatti.  Blonk Editore ha pubblicato “A chi appartieni” dopo aver letto i suoi testi scritti su un blog

MANTOVA. Il bancone del bar è tra i luoghi ideali per conoscere opinioni, captare pensieri, comprendere stati d'animo. Un osservatorio privilegiato sul mondo dove raccogliere confessioni e sfoghi. Una palestra interessante anche per chi voglia cimentarsi nella scrittura. Lo sa bene Stefania Greco. Barista in un locale simbolo della città come Caravatti e al debutto nella letteratura con il suo primo romanzo, dal titolo “A chi appartieni”. Un viaggio sentimentale intenso e vibrante, tra consapevolezza delle origini e necessità di fuggire, tra amori rovinosi e complici amorevoli.

Classe 1978, Greco è nata a Montefiascone, paese in provincia di Viterbo. A due anni d'età si è trasferita a Reggio Calabria, città che è stata la sua casa fino al 2001. «Poi, come inevitabile per molti meridionali, ho iniziato a spostarmi per l'Italia per lavoro - racconta - Sono arrivata a Mantova nel 2009. Qui abitava una mia zia ed ero stata spesso in città come turista. La città mi piacque da subito». La passione per la scrittura l'ha sempre accompagnata. Prima online, con l'apertura di vari blog, poi con il suo primo libro. Un traguardo apparso per anni come irraggiungibile e ora tagliato con estrema soddisfazione.


«Grazie ai social e ai tanti contatti che si instaurano online, ho iniziato a collaborare con la casa editrice pavese Blonk Editore. Da sempre prediligono narrativa e saggistica “di confine”, in grado di restituire mondi, vicende e prospettive lontane dal convenzionale. Avevano visto alcune mie cose sul web e mi hanno chiesto se volessi scrivere per loro. Fu una grande gioia. Credo che pubblicare un libro sia un sogno per chiunque, ma prima di allora non avevo mai preso seriamente in considerazione questa possibilità. Ho lavorato al libro un anno e mezzo, sfruttando il maggior tempo a disposizione nei mesi dell'emergenza Covid».

Al centro del romanzo, una giovane donna in cerca di identità, tra nord e sud, dolore e pace. La protagonista parte da Brescia per tornare a Messina, città natale, lasciata alle spalle anni prima insieme ai nodi irrisolti della sua infanzia e giovinezza, per piangere un grave lutto familiare. A Messina comincia un nuovo viaggio, questa volta dentro se stessa, per pacificare le sue due vite. La prima legata a una Sicilia violenta e amara, intrisa di mafia e sempre più soffocante. La seconda immersa in un nord inconsapevole e autoreferenziale.

«Nel libro parlo di mafia, emigrazione, amore. Lo considero un romanzo di formazione autobiografico. Metto al centro gli emarginati, gli ultimi. Le loro storie, le loro difficoltà, vanno raccontate. Credo debbano essere prese in considerazione doppiamente. Questo ricordandosi sempre che un giorno potremmo essere nelle loro condizioni, potrebbe capitare a noi. Per questo personalmente cerco sempre di battermi per i diritti di tutti».

Il tutto continuando ad osservare l'umanità dal cuore della città. In un luogo che da sempre vede l'aspetto sociale, lo scambio, le interazioni, come elemento significativo. «Al bar sento raccontare tante storie. Credo sia un lavoro che mi aiuta a definire il mio punto di vista sul mondo. Alla fine ci passano tutti, si possono osservare persone molte diverse tra loro. E cercare di capire il loro punto di vista».

Al lettore scoprire se la protagonista troverà al termine del suo viaggio quella pace che da sempre pare sfuggirle, tra amori burrascosi e totalizzanti e presenze salvifiche. Lo stile è segnato da una scrittura rapida e scarna, con la quale l'autrice porta il lettore a vivere i conflitti di una protagonista che si fa subito amare per sensibilità e passione. E che guarda sempre avanti, con la speranza, un giorno, di poter finalmente volgere lo sguardo indietro al suo passato con rinnovata serenità.

Il libro, uscito da pochi giorni e primo edito da Blonk Editore nel 2021, è a disposizione nelle librerie cittadine e sul sito della casa editrice. «Dedico questo mio lavoro alla mia famiglia, ai miei genitori, ai miei fratelli. E anche a me stessa. Cosa succederà nel futuro? Si vedrà. Ho molte idee in testa da mettere sulla carta».

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