Un piccolo miracolo nato a Viadana: ecco la casa editrice più povera del mondo

Somenzari racconta Fuocofuochino ideata con la moglie. Edizioni a tiratura limitata e distribuite in Italia e all’estero

VIADANA. Nel Mondo di carta poteva mancare la casa editrice più povera del mondo? No. Senza di lei il mondo sarebbe più povero. Dove sta di casa questa casa editrice? A Viadana. È nata lì nel 2009 e si chiama Fuocofuochino. Era indispensabile che nascesse? Il padrone di casa Afro Somenzari dice che non ce n’era bisogno, ma che comunque è nata. E una volta che si è nati bisogna pur vivere.

Usa molta carta questa povera casa editrice? No, perché le sue edizioni sono a tiratura limitata, limitatissima, stampate in 20 esemplari. Il formato standard dei “Fuochini” è di cm 14,8 x 21 e 4 e le facciate interne per ogni edizione non possono essere più di quattro. Nella quarta di copertina di ogni copia, che ne comprova l’originalità, è apposto il bollo Ige (l’imposta generale sull’entrata di antica memoria) annullato da giduglia stellata (la vorticosa spirale simbolo della patafisica). La casa editrice non ha collane. Sarà anche la più povera del mondo, ma ha un catalogo ricchissimo.


Nulla al mondo è definitivo e “proviamo” potrebbe essere assunto come motto editoriale. Questa puntata del Mondo di carta è stata confezionata a distanza come esige la lotta al Coronavirus. Quando abbiamo chiesto ad Afro se potevamo farla per telefono, lui ha risposto precariamente: «Non ne ho idea, magari ci proviamo». Abbiamo provato ed è venuta. Come abbiamo detto, l’uso di carta è minimo, sebbene - oltre alle 9 copie firmate dall’Editore come prova - vengono “tirati” altri 11 esemplari in fotocopia per essere spediti agli amici autori, artisti e scrittori, insomma a quelli che partecipano a Fuocofuochino in forma assolutamente gratuita.

Nella casa editrice più povera del mondo il denaro non esiste, è abolito. Tutti fanno tutto gratis.

Ci sono le raccolte - pubblicazioni collettive, giunte oggi alla settima edizione - in cui gli autori vedono anno dopo anno accolti i loro scritti. Ab ovo (all’inizio, in latino) i libri - stampati gratis dalle Arti Grafiche Castello, dei Bini - si diffusero anche grazie al mondo della patafisica. Sui detti libri cominciarono a scriverci e a disegnarci sopra autori importanti (Gino Ruozzi, Gianluigi Toccafondo, Ernesto Ferrero, Guido Scarabottolo, Ugo La Pietra, Gianni Celati, Claudio Cerritelli, Andrea Cortellessa, Ugo Nespolo, Elena Pontiggia, Giuliano Della Casa, Lucia Pescador, Patrizia Sardo Marras, Alberto Casiraghy, Martina Corgnati, Pupi Avati, Valerio Magrelli e altri).

Le Edizioni Corraini di Mantova si occupano della distribuzione dei libri in Italia e all’estero, Cina compresa. L’impresa editoriale è nata appunto nel 2009, quando Afro conobbe nella Casa di riposo di Guastalla un anziano signore, Silvano Freddi, che gli raccontò diverse storie tra cui alcune di vampiri ladri di fette biscottate al supermercato. Afro ne era affascinato e tornando a casa trascriveva queste storie, che poi passava a mano agli amici.

Un metodo editoriale simpatico e affettivamente molto valido, ma purtroppo lento e poco efficiente. Bisognava escogitare qualcosa per raddrizzare “le magnifiche sorti e progressive”, come avrebbe detto e in affetti disse Leopardi.

Così, con la moglie Lorenza Amadasi, Afro fondò la casa editrice Fuocofuochino, accogliendo nella pubblicazione unica e annuale gli scritti dei vari Silvano Freddi, nessuno escluso, che avevano qualcosa da raccontare.

Insomma, una gabbia aperta di mezzi matti o giù di lì, considerato che da Viadana basta attraversare il Po per ritrovarsi nella terra di Cesare Zavattini che già nel 1937 aveva scritto il libro “I poveri sono matti”. E qui stiamo parlando della casa editrice più povera del mondo.

Di Fuocofuochino presero quindi a interessarsi i giornali (Gazzetta di Mantova, Sole 24 ore, Corriere della sera, La Stampa eccetera) e anche la fiera del libro di Torino.

Seguirono presentazioni dei volumi a Mantova, Roma, Firenze, Bologna, Milano, Pistoia e altre parti. Purtroppo, per fortuna, né Afro Somenzari né Lorenza Amadasi si sono arricchiti. Il loro obiettivo è di giocare al gioco dei contrari, con ironia, e dare voce a chi non l’ha. Insomma una bella utopia, in fondo realizzata, o quasi. Come si dice: work in progress, con un consumo di carta davvero esiguo.

La casa editrice ha anche il sito online: www.fuocofuochino.it
 

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