Mantova, Palazzo d’Arco senza barriere: al via i lavori per l’ascensore

Così i visitatori potranno accedere al piano nobile e al mezzanino con la biblioteca. L’intervento prevede anche il restauro di una saletta mai aperta prima d’ora

MANTOVA. Palazzo D’Arco senza più barriere. Inizieranno la prossima settimana i lavori per la realizzazione di un ascensore panoramico, che consentirà ai visitatori diversamente abili di accedere al piano nobile, ovvero al percorso delle sale settecentesche del museo, e al mezzanino dove si trovano la sala studi e la biblioteca consultabile dagli studiosi.

«Per noi è stata una priorità, quella di rendere il palazzo accessibile a tutti – dice il conservatore Italo Scaietta – Lo ritengo un grande risultato nell’ambito della tutela, conservazione e restauro che interessa tutto il museo. Finora era stato usato un montascale mobile, che non dava un gran senso di sicurezza. Restano esclusi la Sala dello Zodiaco, con gli affreschi del Falconetto, e il Museo della Scienza, cui si accede dal giardino, ma il 70% del palazzo sarà fruibile da tutti, oltre ai disabili anche da persone anziane e da chi fatica a deambulare».



L’elevatore, 1 metro e 80 per 1 metro e 70, con un’altezza di poco più di 9 metri, sarà collocato sulla facciata interna del palazzo, in fondo al sottoportico cui si accede dall’ingresso, oltre le ex scuderie, ora teatrino D’Arco, con vista sulla chiesa di San Francesco.

«Si tratta di un intervento nel rispetto del contesto, tanto che sarà totalmente reversibile se, in futuro, dovessero essere trovate altre soluzioni – spiega l’architetto Silvia Polato, progettista e direttore dei lavori – L’intervento non va ad intaccare alcuna parte affrescata, né decorazioni o architetture importanti. Si colloca in una zona già interessata dall’impiantistica, quindi non ci sarà alcun stravolgimento dal punto di vista estetico per il palazzo. Mercoledì prossimo prenderà il via il cantiere con i lavori di riordino e la preparazione della platea per la fondazione. A fine marzo poi arriverà la piattaforma elevatrice. A maggio dovrebbe essere tutto pronto per il collaudo».

Autorizzati dalla Sovrintendenza, i lavori ammontano a 65mila euro, con due contributi da 10mila euro l’uno da parte delle fondazioni Comunità Mantovana e Bam. La cifra restante sarà a cura della Fondazione di Palazzo D’Arco.

«L’importo comprende il restauro di una saletta al primo piano, adiacente alla biblioteca, dove arriverà l’ascensore – aggiunge il conservatore – Questo spazio non era mai stato oggetto nemmeno di manutenzione anche se è davvero prezioso, visto che è totalmente ricoperto da carte da parati stampate con tecnica della xilografia e colori a tempera, del terzo decennio dell’Ottocento».

Le carte, a decorazione floreale, molto raffinate, sono state staccate e il verso pulito con gomme e a bisturi nel laboratorio della restauratrice Nathalie Ravanel a Firenze. Anche gli strappi sono stati fermati con carta giapponese pregiata. Le lacune infine sono state risarcite con colore a tempera. La preziosa tappezzeria sarà ricollocata solo dopo il posizionamento della piattaforma elevatrice.

Attualmente all’interno del palazzo sono aperti il cantiere per il recupero della serra e dello spazio al primo piano, che, da deposito, diventerà fruibile al pubblico, e quello per il rifacimento della scala, che porta al Museo della Scienza. «Dopo il terremoto, in realtà, sarebbero necessari diversi interventi di consolidamento e ripristino degli intonaci in alcune delle sale settecentesche, comunque tutte in sicurezza, ma abbiamo voluto privilegiare l’ascensore per consentire a quante più persone possibile di fruire del museo non appena si potrà». 

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