Mantova, nel Parco dell’Arte serve manutenzione: opere irriconoscibili e in stato di abbandono

Appello di un lettore della Gazzetta per l’area vicina al lago. L'architetto Benedini: «Gestirla è compito del Comune, ma noi siamo sempre pronti al dialogo» 

MANTOVA. Opere ormai semi distrutte e irriconoscibili, vittime del passare del tempo, degli agenti atmosferici e della mancata manutenzione.

Lo scenario è quello del Parco dell’Arte, galleria en plein air dedicata alla scultura contemporanea creata nel 2013 con la collocazione di sculture-installazioni nell'area naturalistica tra la riva nord-est del Lago di Mezzo e l'area di Sparafucile.



Una vera oasi verde, tra sentieri e radure, frequentata da camminatori e amanti della natura. Per valorizzarla, negli scorsi anni, l'associazione culturale Mantova Creativa, in collaborazione con Parco del Mincio e Tea, e con il patrocinio del Comune, ha indetto il Premio “Parco dell'Arte”. E così, in occasione della manifestazione culturale Mantova Creativa, le opere selezionate nelle varie edizioni del premio sono andate a costituire il Parco dell'Arte stesso.



La collezione, dunque, si è arricchita con un numero sempre maggiore di opere, realizzate con materiali poveri, spesso riciclati, nel rispetto della vegetazione circostante. Che dal punto di vista della manutenzione, però, qualcosa sia andato storto in questi anni, risulta evidente da una semplice passeggiata. Alcune opere sono di fatto distrutte, altre quasi irriconoscibili.

L'ultima segnalazione arriva da un lettore, Danilo Cavallero, che frequenta la zona per passeggiare. «Forse, da quando l’esposizione è stata pensata e organizzata, nessuno si è più preso la briga di considerare anche la sua manutenzione, né, tanto meno, l’artista si è curato di mantenere viva ed integra la propria opera - commenta - Non sto parlando di certe opere la cui struttura è ancora intatta e ben comprensibile ma di quelle, soprattutto in legno, che sono ormai ridotte ad un cumulo di rottami. Alcune di quelle che volevano essere creazioni artistiche, sono oggi più simili a discariche abusive. Forse sarebbe opportuno richiamare gli artisti per un restauro complessivo o smantellare ed eliminare quanto rimane ormai disseminato tra l’erba del parco».

Una segnalazione che potrebbe riaccendere l'interesse sull'area, come spera anche Giampaolo Benedini di Mantova Creativa. «Dopo l'addio dell'assessore Baroncelli, nostro interlocutore all'epoca, non abbiamo più sentito nulla - spiega - Noi non possiamo gestire l’area. Quello è compito del Comune, con il quale siamo sempre pronti al dialogo. Sarebbe interessante capire se da parte dell'amministrazione sussista ancora un interesse per iniziative di questo tipo. Da anni è forte in città il dibattito sulla nascita di un museo per l'arte moderna e contemporanea. Peccato che, quando le installazioni sul territorio ci sono, non vengano considerate. Non è necessario entrare in uno spazio chiuso per ammirare opere d'arte, credo lo abbiano dimostrato anche le installazioni di piazza Castello». 

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