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Il Ducale di Mantova si prepara a riaprire: manutenzione per la Camera Picta

La fine dello stop potrebbe essere il 27 aprile: avviato il monitoraggio. L’Occaso: «Il nostro piano triennale manterrà sano il capolavoro di Mantegna»

GILBERTO SCUDERI
2 minuti di lettura

MANTOVA. Non è ancora ufficiale, ma palazzo Ducale dovrebbe riaprire al pubblico martedì 27 aprile. Intanto, in Castello, sono partite le opere di monitoraggio e manutenzione ordinaria della Camera degli Sposi. I ponteggi salgono fino al soffitto dove il piedino di un putto sporgente dall’oculo ha bisogno di essere ripulito. È anche nei particolari che un capolavoro vive.

Naturalmente le star della stanza sono le grandi scene della Corte e dell’Incontro. Ma è l’intero contesto a fare di questa parte della reggia uno dei vertici dell’arte di tutti i tempi, sintesi dei principi del Rinascimento. Un’opera di tale prestigio, che richiama turisti e studiosi da tutto il mondo, merita un trattamento speciale.

«La conservazione della Camera degli Sposi - dice Stefano L’Occaso, direttore del Ducale - sarà tanto più efficace quanto più sarà costante nel tempo. Le attività di monitoraggio e prevenzione consentono di rimuovere situazioni potenzialmente dannose ancora prima che inneschino processi di degrado. Senza dimenticare che, intervenendo con continuità in maniera non invasiva, si risparmiano risorse perché si evitano interventi più impegnativi in futuro. Il piano triennale di interventi che abbiamo progettato consentirà al capolavoro di Mantegna di mantenersi in salute e pronto al dialogo con le future generazioni. Ogni buona cura parte dalla prevenzione quotidiana e, una volta tanto, vogliamo dare concreta applicazione a questo sacrosanto principio».

Come è avvenuto con regolarità anche in passato: del 2006 è l’impianto di trattamento dell’aria che si autoregola a seconda delle situazioni climatiche stagionali (per evitare la formazione di condensa sulle superfici pittoriche) e, post terremoto del 2012, sono del 2014-2015 i lavori con il consolidamento dell’interno della canna fumaria del camino.

A questi interventi si aggiunge il monitoraggio del 2013, ora riavviato per mettere a regime un piano a cadenza triennale di conservazione, accurata e non invasiva: una cura-prevenzione per verificare lo stato degli intonaci e pulire le superfici, affidata al Consorzio Arké di Roma, che si prevede sarà conclusa intorno al 30 aprile. «I dipinti di Mantegna che decorano volta e pareti della Camera degli Sposi – afferma la restauratrice Chiara Ceriotti, direttore tecnico di Arké – saranno oggetto di un intervento di mappatura dello stato di conservazione e di un’accurata manutenzione. Le superfici verranno ispezionate e spolverate documentando le eventuali criticità conservative che saranno di seguito affrontate. L’intervento sarà corredato anche da una documentazione fotografica e da una relazione finale».

Pulire in tempi rapidi significa evitare le incrostature che si formano nel tempo a causa dell’umidità, della condensa. Per questo il sacrificio che si chiede ai visitatori è il contingentamento, un piccolo disagio che consente di tenere il clima ben controllato, senza sbalzi dovuti all’eccessiva presenza di persone. Se, come è probabile, la reggia riaprirà il 27, i visitatori potranno entrare nella Camera degli Sposi, dove – per tre o quattro giorni, andare a fine mese – potranno vedere la restauratrice all’opera sul ponteggio. 

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