Dieci minuti di  letteratura con la Gazzetta: online le video lezioni dei docenti universitari

L’iniziativa nasce da Pasquale Stoppelli, già professore ordinario di Filologia della letteratura italiana alla Sapienza

MANTOVA. Quando studiamo un testo letterario lo indaghiamo nei suoi aspetti tecnici: il lessico, la metrica, la retorica, l’intertestualità, i processi della sua formazione, i manoscritti e le stampe che lo hanno trasmesso. C’è un termine che riassume tutto questo: filologia.

Molte persone quando leggono la parola “filologia” si spaventano pensando a dei tecnicismi o a delle pedanterie, ma non è così. Accostare un testo letterario in chiave filologica significa analizzarlo in una prospettiva storica per goderlo in tutti i suoi aspetti e apprezzarlo nella sua complessità.

Nasce da quest’idea dello studio letterario il progetto di dedicare videolezioni da 10-15 minuti alla filologia italiana, messo a punto da Pasquale Stoppelli, già professore ordinario di Filologia della letteratura italiana alla Sapienza Università di Roma in collaborazione con i giovani studiosi Marco Sartor (Università di Parma), Alessia Luvisotto (Università Ca’ Foscari di Venezia) e Maria Dalla Costa (Università Ca’ Foscari di Venezia). Il progetto agganciato al nostro sito si chiama “10 minuti di letteratura con la Gazzetta”.

Da lunedì 26 aprile pubblicheremo due video alla settimana sul nostro sito www.gazzettadimantova.it.

La finalità dell’iniziativa è quella di offrire una collana di videolezioni che mettano in evidenza gli aspetti tecnici del testo letterario: interpretazione di alcuni testi capitali della letteratura italiana, descrizioni di manoscritti, storie di come i testi hanno attraversato i secoli.

Marco Santagata, uno dei più importanti critici letterari degli ultimi decenni, ha individuato il compito primario del lavoro filologico nell’aiutare il lettore a comprendere e mantenere vive nel presente le tradizioni letterarie del passato. E nel fare ciò l’aspetto divulgativo ricopre un ruolo fondamentale.

È il professor Stoppelli a presentare la collaborazione di “10 minuti” con la Gazzetta, in piena sintonia con lo spirito dell’iniziativa. L’obiettivo è diffondere le video pillole ad un pubblico il più ampio possibile, offrendo a studenti e appassionati una collezione di brevi lezioni tenute dai più autorevoli esperti di filologia della letteratura italiana.

Così come è avvenuto per il ciclo di saggi su Dante Alighieri (stiamo pubblicando in eslcusiva i testi del dantista Alberto Cristofori e dei docenti di Harvard Jeffrey Schnapp e Corrado Confalonieri), abbiamo scelto di offrire questa serie di spunti pensando soprattutto agli studenti che hanno affrontato un anno tribolato. In ogni caso i video rimarranno disponibili sul nostro sito, che diventa sempre di più un archivio culturale.

Professor Stoppelli, come nasce il progetto “10 minuti”?

«Nasce nella primavera del 2020. Si era all’inizio del lockdown, la didattica a distanza cominciava ad affacciarsi nella nostra scuola. Alcuni miei allievi, esperti di gestione di contenuti sui social, mi proposero di creare insieme a loro una collana di videolezioni di breve durata (tra i 10 e i 15 minuti) che affrontassero temi relativi alla letteratura italiana in una modalità che mettesse in evidenza gli aspetti tecnici della letteratura, la sua storia nel tempo, gli aspetti metrici, l’intertestualità, insomma che proponesse il testo in chiave filologica, non impressionistica, psicologica o di puro contenuto».

La scelta del format, cioè il video, ha creato difficoltà vista la necessità di rimanere in tempi definiti? O è stata piuttosto un’opportunità di sintesi?

«Restare entro quindici minuti richiede comunque capacità di sintesi, per cui nessuna parola del discorso può essere superflua. Ma è anche necessaria una rigorosa struttura logica del discorso. Riuscire a rendere interessante il contenuto restando in tempi molto stretti è senza dubbio una sfida. Bisogna anche dire che l’attenzione degli utenti web, soprattutto più giovani, su contenuti esclusivamente parlati non riesce a restare viva molto più a lungo. Per evitare di sforare abbiamo costruito un format che obbligava a restare entro i tempi, per cui in qualche caso lo speaker è stato costretto, via via accorciando, a registrare più volte il suo discorso».

Come sono stati scelti gli argomenti e gli autori?

«Gli autori sono e saranno studiosi noti che hanno affrontato in genere argomenti su cui hanno prodotto anche degli studi. Dunque lezioni di persone molto competenti sull’argomento. Nella programmazione è stato necessario alternare argomenti riguardanti la prosa e la poesia, i secoli antichi e quelli a noi più vicini. Un lavoro di armonizzazione di una certa difficoltà. Tuttavia devo dire che la poesia si presta forse più della prosa a questo genere di lezioni. Comunque tutti gli studiosi invitati hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa».

A chi avete pensato realizzando il progetto? Agli studenti o ad un pubblico più vasto?

«Abbiamo pensato anzitutto alla scuola. Ogni lezione può costituire un utile argomento di discussione in classe, se gli studenti sono opportunamente guidati dall’insegnante. Una di queste lezioni, in particolare quella su Meriggiare di Montale è stata pubblicata poco prima degli esami orali di maturità dello scorso anno e ha avuto molto seguito proprio perché riguardava una poesia che era dappertutto testo d’esame. Ma naturalmente non pensiamo solo alla scuola. Esiste una platea molto ampia di utenti appassionati della nostra letteratura. Il gruppo Facebook “Amici della letteratura italiana” conta, ad esempio, più di 50.000 iscritti». Si tratta di un’ottima opportunità di ascoltare lezioni preziose di studiosi illustri: un’arma in più per conquistare nuove conoscenze.

Ma ecco il piano dell’opera, che sarà ulteriormente arricchito di settimana in settimana.

“L’autografo del Decameron”, a cura di Teresa Nocita (Università dell’Aquila). “Meriggiare” di Eugenio Montale, a cura di Pasquale Stoppelli (già “Sapienza” Università di Roma). “Filologia del testo nativo digitale”, a cura di Michelangelo Zaccarello (Università degli Studi di Pisa). “Come si commenta un testo”, a cura di Francesco Bausi (Università della Calabria). “Storia dell’Infinito”, a cura di Paola Italia (Alma Mater Studiorum Università di Bologna). “Don Giovanni ne I promessi sposi”, a cura di Pasquale Stoppelli. “Letteratura cavalleresca e opera dei pupi”, a cura di Anna Carocci (“Sapienza” Università di Roma). “Il testo dell’autore e il libro dell’editore”, a cura di Alberto Valerio Cadioli. “La formazione del Canzoniere di Petrarca”, a cura di Luca Marcozzi (Università di Roma Tre). “L’Opera in versi” di Eugenio Montale, a cura di Paolo Marini (Università della Tuscia). “Le meraviglie della sestina”, a cura di Silvia Argurio (Università di Roma Tre). “ Il testo della Vita nuova”, a cura di Donato Pirovano (Università degli Studi di Torino).

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