La stagione artistica del Novecento castiglionese a Palazzo Menghini

Venerdì alle 17.30 apre l’esposizione curata da Ferlisi. Ingresso gratuito e anche i prestatori saranno presenti

CASTIGLIONE. Il sogno diventa realtà dopo una lunga attesa. La “Galleria artisti del Novecento Castiglioneseapre i battenti venerdì alle 17.30 a palazzo Menghini in via Cesare Battisti 33 a Castiglione delle Stiviere. Uno spazio dedicato all’arte del ’900 che si è prodotta nel comune morenico in decenni, quelli appunto del secolo scorso. Durante i quali una variegata comunità d’artisti, legati da amicizia e da interessi culturali, oltre che dal fatto di vivere nello stesso territorio, ha dato vita a una vasta produzione artistica che, le famiglie, hanno messo a disposizione di questo progetto realizzato dall’amministrazione Volpi, dall’assessorato alla cultura guidato da Mattia Gianizza e dal lavoro operativo della consigliera delegata Lucia Zanotti.

Curatore di questo progetto d’apertura è il critico d’arte Gianfranco Ferlisi che scrive, a proposito dell’operazione che verrà inaugurata venerdì: «Il Menghini muove, orgogliosamente, i suoi primi passi, forte della ricchezza artistica e culturale che possiede e della generosità dei prestatori. Chi riuscirà a ritrovarsi o a smarrirsi, in questa sorta di selva oscura, nell’eterogeneità, ad esempio, della “sala Ezio Mutti”, rintraccerà le tracce di un antico atelier del pensiero, i segni di una comunità artistica che divenne spesso laboratorio di idee, capace di superare in spessore la dimensione locale. Si consideri, in proposito, il caso del Chiarismo. È infatti a Castiglione che si coagulava, nel 1933, attorno alla figura di Angelo Del Bon, una sorta di confraternita votata all’arte, la cui espressione artistica è ormai conosciuta come Chiarismo mantovano. Da Marini a Facciotto, da Carlo Malerba a Mario Porta, fino alle tarde esperienze di Guidetti si assiste a una pittura intrisa di luce, in opere che danno un respiro estetico ampiamente riconosciuto».


Le sorprese però non finiscono qua. Oltre all’allestimento interno il Menghini beneficia anche di una sistemazione del giardino esterno che vede esposte, alle pareti dell’ex asilo, una serie di fotografie che mostrano alcuni scorci del paese. Non solo. Il giardino è stato allestito con altre opere d’arte e con panchine, al fine di diventare un luogo di ristoro dove godere del bello e dell’arte castiglionese.

Il taglio del nastro, dunque, coincide con l’apertura che verrà curata da gruppi guidati e contingentati. L’ingresso è gratuito e saranno presenti le molte famiglie castiglionesi che hanno prestato le opere esposte.

«Tutti gli autori, in ogni caso, consentiranno al pubblico di perdersi nel piacere di opere in cui ritrovare le tracce identitarie di una comunità, alla ricerca di una dimensione estetica che possa allontanare, seppure momentaneamente, il peso di una pandemia che sembra voler sottrarre all’umanità anche le risorse della bellezza» conclude Ferlisi.

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