Giornate del Fai, che tesori: tanti visitatori anche dalle città vicine

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Oltre mille ingressi tra teatro Sociale e siti di Piazza Canossa. Catelani: «Molte richieste e nei tour commenti entusiastici». Sabato 5 giugno si andrà alla scoperta di Casa Moreschi in via Isabella d'Este

MANTOVA. La due giorni delle Giornate Fai di primavera chiude con un bilancio più che positivo, con più di mille visitatori totali nei due percorsi attivati in città dalla delegazione di Mantova e dal gruppo Giovani. Sono stati per l'esattezza 1015 gli ingressi al tour di piazza Canossa e in quello del teatro Sociale tra sabato 15  e domenica 16 maggio.

Nel primo giorno, 172 in piazza Canossa e 171 al Sociale. Nel secondo, 249 in piazza Canossa e 423 al Sociale. I numeri più alti registrati ieri a teatro rispetto a piazza Canossa sono dovuti anche a motivi legati al contingentamento degli ingressi e alle norme Covid.

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I più ampi spazi del teatro cittadino hanno permesso l'accesso a gruppi di 15 persone. Il numero, invece, era limitato a 10 per i tour legati a chiesa della Madonna del Terremoto e Palazzo Barbetta, in modo da garantire un perfetto rispetto delle distanze ed evitare assembramenti.

«Dopo un sabato con l'80% di ingressi rispetto ai posti disponibili, la domenica ha visto di fatto il sold out - spiega il capo delegazione Fai di Mantova, Alessandro Catelani - Abbiamo avuto tante richieste e commenti entusiastici dei visitatori. Siamo particolarmente soddisfatti, considerate le particolari modalità di questa edizione. Si è trattato delle prime Giornate di primavera con accesso possibile solo su prenotazione. Tanti mantovani e tanti turisti provenienti dalle province vicine, in particolare Brescia, Cremona e Verona».

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I visitatori hanno potuto scoprire chicche nascoste nell’itinerario alla scoperta di luoghi solitamente chiusi al pubblico di piazza Canossa. A partire dalla Madonna del Terremoto. L’aula a navata unica barocca, con l'altare chiuso da un cancello, solitamente visibile solo dall’esterno. E poi gli spazi nascosti della cantoria e della piccola canonica. Altro luogo inedito, Palazzo Barbetta.

L’ingresso in vicolo Albergo, con l'imponente scalone sovrastato dalla cupola e dalla vele della volta della ex cappella di Palazzo Canossa. Un’apertura straordinaria, in quanto il luogo è di proprietà privata.

Infine, l’antica edicola dei giornali, unico bene Fai a Mantova, realizzata alla fine dell’Ottocento in stile neogotico. Boom di visitatori domenica per il tour dietro le quinte del Teatro Sociale, con i volontari che hanno accompagnato mantovani e turisti negli spazi solitamente frequentati dai soli addetti ai lavori.  A partire dalla buca del suggeritore e il sottopalco, che ancora conserva le arcate per il ricircolo dell'aria realizzate nel 1889 e le botole dove era possibile far salire gli arredi di scena per gli effetti spettacolari. E poi il palcoscenico, gli spazi di servizio utilizzati dalle compagnie teatrali già dall’Ottocento, il palco di proscenio, il palco d’onore e il centrale del secondo ordine, che conserva decorazioni a mascheroni, soli raggianti rifiniti in oro e gli specchi originali.

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Bilancio positivo, dunque, ma il Fai di Mantova guarda già al prossimo appuntamento. Sabato 5 giugno iscritti e non potranno andare alla scoperta di Casa Moreschi in via Isabella d'Este. A breve verranno forniti i dettagli per partecipare. 

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