Ducale di Mantova: una nuova sezione per la “Collezione Freddi”

Grazie al restauro della Sala delle Armi ampliato il percorso di visita in Castello Lo spazio era chiuso dal sisma del 2012: i visitatori ammireranno altre opere

MANTOVA. Novità dalla reggia gonzaghesca. Il percorso di visita nel Castello di San Giorgio sarà presto ampliato e arricchito con nuove opere di grande valore.

Il restauro da poco concluso della Sala delle Armi (chiusa dal terremoto del 2012) consentirà nuove esposizioni. I lavori sono stati cofinanziati dalla Fondazione Romano e Raimonda Freddi onlus, costituita nel 2017 dal commendatore Romano Freddi per mostrare al pubblico il suo patrimonio artistico nel Palazzo Ducale.

Al primo nucleo, allestito nel 2015 al piano nobile del Castello, si aggiungeranno nella vicina sala delle Armi, 32 opere.

Spiccano tre “Allegorie” del pittore mantovano Giuseppe Bazzani (1690-1769), diverse maioliche rinascimentali, vari bronzi tra cui un “Crocifisso” di Andrea Alessandri detto “il Brescianino” e reperti archeologici come una Kylix apula (un recipiente di ceramica del 340 a.C. circa).

Tutti tesori che dimostrano la molteplicità di interessi di Freddi collezionista.

Il restauro della sala ha visto un intervento di miglioramento strutturale antisismico e la realizzazione di un impianto di climatizzazione dell’ambiente per tutelare le opere che saranno accolte.

«È un ulteriore e importante passo – dice il presidente della Fondazione Enzo Tonghini – volto a finalizzare la volontà di Romano e Raimonda: che tutte le opere d'arte rimanessero unite, che fossero collocate in Palazzo Ducale e che fossero visibili ai cittadini mantovani e alla collettività».

Il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso aggiunge: «Questa occasione di collaborazione con la Fondazione consentirà l’esposizione di alcune delle preziose opere già appartenute a Romano Freddi, che egli desiderava fossero esposte al pubblico, ai mantovani, in Palazzo Ducale. Lungimirante mi sembra quindi e per varie ragioni la scelta di intervenire nella Sala delle Armi, nella quale è stata effettuata una cerchiatura interna e la predisposizione per il nuovo impianto di climatizzazione». La sala è molto importante. Il direttore L’Occaso ne traccia la storia: «Fu ristrutturata nel 1531 per accogliere Margherita Paleologo, in arrivo a Mantova come moglie di Federico II Gonzaga, e fu nuovamente decorata nel 1549 per il matrimonio tra Francesco III e Caterina d’Austria. Ma reca anche tracce dell’epoca di Isabella d’Este, perché ai suoi anni sono riferibili gli eleganti peducci di volta. In questa sala vorremmo esporre anche il prezioso arazzo di Giulio Romano, con gli “Erotes”, acquistato dallo Stato lo scorso dicembre, affinché possa dialogare con le opere della Fondazione Freddi».

Un pensiero di gratitudine va a Romano Freddi «per aver deciso di destinare la sua collezione al Palazzo Ducale, in comodato», conclude L’Occaso.

La Sala delle Armi è stata restaurata, in gran parte con finanziamenti della Fondazione Freddi, con un progetto strutturale dell’ingegner Paolo Faccio e per la parte impiantistica dell’architetto Antonio Stevan, con il coordinamento dell’architetto Maria Lucia Masciopinto; i lavori sono stati eseguiti dalla ditta EdilOne.

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