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La fabbrica dei libri /1

“Un Sedicesimo” ora dialoga con gli antichi manoscritti

Domenica alle 11.30 l’inaugurazione della mostra alla Biblioteca Teresiana Protagonista la rivista di Corraini Edizioni: i numeri sono curati da artisti diversi

Paola Cortese
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Un dialogo nel tempo e nello spazio, quello della Biblioteca Teresiana, che da domenica al 23 giugno ospiterà la mostra “Un Sedicesimo. 60 e più progetti, 1000 connessioni” (inaugurazione ore 11.30). La rivista, pubblicata da Corraini Edizioni, darà il via a una nuova sperimentazione mettendo a confronto i propri contenuti contemporanei, curati da artisti e designer nel corso di 60 numeri, con gli antichi volumi e manoscritti conservati in via Ardigò.

«La rivista, che prende il nome dalla spina dorsale delle pubblicazioni, il sedicesimo appunto, è nata con l'idea di chiamare illustratori, artisti, architetti, grafici e designer internazionali a progettare interamente un numero proponendo soluzioni personalissime e ogni volta diverse sulla carta con la stessa filosofia che hanno avuto i miei genitori nella galleria – spiega Pietro Corraini -. L’allestimento prevede l’esposizione di tutti i numeri che abbiamo pubblicato, affiancati da oggetti, sculture e opere dei vari autori, in relazione con cinquecentine, incunaboli e codici ottocenteschi, accostati per analogia o con un gioco più sottile e divertente, fatto di suggestioni, in uno spazio davvero magico come è la Biblioteca Teresiana».

Il percorso espositivo si snoderà nei tavoli delle due sale monumentali ma anche tra gli scaffali. «Ci incuriosivano le relazioni che possono esistere tra un’operazione artistica come quella di Un Sedicesimo, con riferimenti storici e culturali alle spalle, e una produzione editoriale che si colloca agli albori dell'arte grafica – spiega la direttrice della Teresiana Francesca Ferrari - La nostra è una biblioteca di conservazione con una stratificazione che parte dall’antico ma arriva fino al contemporaneo. Così, per raccontare questo patrimonio, abbiamo provato a darne una rappresentazione plastica». Vediamo qualche “abbinamento”. Il Sedicesimo numero 6, ad esempio, realizzato da Steven Heller e Louise Fili, ricco di riferimenti tipografici e dedicato al carattere calligrafico, sarà accostato alla prima edizione a stampa in cui viene utilizzato il corsivo: un’edizione di Aldo Manuzio in cui il carattere è stato disegnato dal tipografo e grafico Francesco Griffo.

Al Sedicesimo numero 21 di Gianluigi Toccafondo, che con veloci pennellate di china ci porta nelle cupe atmosfere ottocentesche de I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, si affiancherà la Histoires Grotesques di Poe tradotta da Charles Baudelaire e stampata a Parigi nel 1883 dall'editore Calmann Levy.

A questi più “filologici” si aggiungono accostamenti dettati anche da intuizioni diverse come quello tra il Sedicesimo numero 39 di Miguel Nóbrega, ispirato alle assurdità dell’architettura utopica e una mappa di Roma stampata nel 1700 e conservata nel Thesaurus antiquitatum romanarum.

Un Sedicesimo, nato a Mantova nel 2007 da un’idea di Pietro Corraini e stampato a Viadana dalla tipografia Arti Grafiche Castello, ha da subito superato i confini regionali e nazionali, coinvolgendo autori provenienti da tutto il mondo. La mostra fa parte della rassegna “Fabbrica dei Libri” promossa e organizzata dalle biblioteche civiche comunali. —

Paola Cortese

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