I primi tre spettacoli di Segni incantano i più piccoli

Ad aprire e chiudere la giornata è stato il teatro in miniatura di “Diorama”.Alla Loggia del Grano pubblico numeroso anche per “Piccola ballata per Peu”

MANTOVA. «Il sole si leva ogni giorno. Nulla è più certo di questo. Rosso, arancione, giallo, E sempre tondo». L'incipit dello spettacolo Diorama, produzione della compagnia belga Hanafubuki, appare una verità incontestabile. Ma se non fosse così? Se un giorno il sole sorgesse quadrato?

Prima giornata della versione estiva di Segni New Generations Festival, al debutto con tre appuntamenti alla loggia del Grano. Ad aprire e chiudere la giornata è stato appunto Diorama. Al centro della scena un semplice tavolino sul quale è posata una sorta di scatola magica. Un teatro in miniatura dove gli attori muovono piccoli animali di carta, modificano sfondi e paesaggi. Suoni delicati, realizzati con piccoli strumenti musicali o con la voce, accompagnano lo sviluppo della storia. Il sole quadrato costringe gli animali ad interrogarsi. Tornerà tondo? Sono confusi. E le reazioni sono svariate. La volpe si perde in calcoli e ragionamenti geometrici, il pinguino teme che tutto, lui compreso, diventi a breve quadrato, l'elefante arriva a pensare che prima o poi il sole non sorgerà del tutto. Il leone ruggisce: «Che razza di sole è questo?». C'è chi è stralunato, come l'orso, e chi apprezza il nuovo sole e canta, come il cigno. «Che importanza ha la forma, se il sole illumina e scalda comunque?», paiono alla fine concordare. Fino al colpo di scena finale che li spiazzerà nuovamente. Uno spettacolo affascinante, che conquista con le sue immagini sognanti e che ci fa capire che anche le trasformazioni possono essere divertenti.

Sempre alla loggia del Grano, ottima affluenza per il secondo spettacolo in programma nella giornata inaugurale, Piccola ballata per Peu. Una produzione di Teatro all'Improvviso nata da un testo di Mafra Gagliardi, con la regia e animazione pittorica di Dario Moretti e le musiche composte ed eseguite da Saya Namikawa. Lo spettacolo racconta il viaggio di un piccolo essere umano nel ventre materno. Ad evocarlo una danza di segni, colore, luce e musica. La storia è raccontata solo attraverso immagini pittoriche e musica. Tutto ha inizio da un punto bianco che appare e lentamente si muove, si trasforma in qualcosa di diverso, per diventare poi sempre più grande, più colorato e più vivo. Si riempie di segni e di colore, si mescola all’acqua e danza al ritmo scandito dal suggestivo suono di un vibrafono. Peu si presenta sotto forma di un piccolo seme che, crescendo, impara piano piano a muoversi e a conoscere le cose che lo circondano. All’inizio è il corpo materno che lo attrae, in seguito è incuriosito dalle cose di fuori, di cui percepisce i suoni, i rumori, il calore e l’affetto. Alla fine decide di scoprire cosa c’è fuori dal suo sacco morbido e caldo e imbocca la via verso la luce, dove troverà un nuovo mondo, un po’ più grande del ventre materno, ma sempre rotondo, accogliente e immerso nel grande spazio dell’universo. Le immagini sono realizzate su una grande lastra trasparente verticale che permette al pubblico di vedere in diretta ogni minimo dettaglio del lavoro pittorico, mentre si ascoltano i suoni magici e calorosi del vibrafono. 

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