“Coma_Cose”: La pandemia non ha vanificato i nostri sforzi

La band al top prima che il Covid azzerasse tutto, ma il successo continua. Zanardelli: «Quando fai un percorso come il nostro non temi più di perdere treni»

MANTOVA. La loro Fiamme negli occhi è stata tra le canzoni di maggior successo nel post Festival di Sanremo. Domani sera (25 luglio) alle 21.30 (apertura porte 19.30) i “Coma_Cose” saranno di scena sul palco dell’Arena Bike-in con una data del loro Nostralgia Tour.

Non mancheranno in scaletta i brani che hanno segnato la storia d’amore e rivalsa di Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, quel viaggio che li ha portati in soli tre anni a imporsi come riferimento cardine del nuovo panorama cantautorale italiano.

Il duo si racconta alla Gazzetta.

Come sono nati i Coma_Cose?

Fausto. «Ci siamo conosciuti nel 2016 quando lavoravamo come commessi nello stesso negozio a Milano e nel giro di poco ci siamo fidanzati. Io avevo già avuto un percorso artistico ma cercavo qualcosa di nuovo e una voce femminile. All’inizio Francesca prestava la voce solo per gioco, ma poi facendo ascoltare ad alcuni amici il feedback era molto positivo e abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura insieme. Il nome nasce da un periodo di disillusione e di assenza di stimoli, una sorta di “coma” creativo. Era un modo per scherzare su quella mancanze di prospettiva e siamo felici abbia portato bene alla fine».

Eravate sul trampolino prima che il Covid azzerasse tutto. Come avete affrontato quei due anni: 2019 e 2020?

Fausto. «Quando fai un percorso come il nostro non hai più paura di perdere treni. Eravamo fiduciosi che ciò che avevamo raccolto non si sarebbe disperso in questo periodo di stop obbligato».

Francesca. «Prima del Covid abbiamo vissuto tutto con grande serenità. Penso che essere in due aiuti in questo. Magari facciamo un concerto davanti a tremila persone in un club ma quando torniamo a casa, al nostro quotidiano, abbassiamo il rischio di montarci la testa o cambiare. Abbiamo sempre l’altro che ci ricorda chi siamo veramente».

Il Festival di Sanremo ha inciso sul vostro modo di fare musica?

Fausto. «Il festival è stata una divertente deviazione dal nostro percorso. Ci ha portato ad un pubblico nuovo che siamo felici di incontrare in questo nostro tour. Da un punto di vista di metodo direi che non ha inciso per niente, anche il nostro ultimo album resta abbastanza lontano dai temi classicamente sanremesi. Siamo andati al festival perché avevamo una canzone che ci sembrava adatta, non abbiamo scritto in funzione del contenitore».

I vostri testi spiccano per versi che non possono lasciare indifferenti tanta è la loro poesia e la loro forza. Qual è la loro origine?

Francesca. «Direi complessa (ride). Fausto. Prendiamo spunto dal quotidiano, ci appuntiamo delle immagini, dei giochi di parole. Poi proviamo a metterla in melodia e magari non funziona. Allora torna nel cassetto ma poi può riemergere tempo dopo. Nostralgia, il titolo del nostro album, era un vecchio gioco di parole di una canzone mai pubblicata che però ci era rimasto in testa. È un processo che porto avanti io in prima battuta ma che vede entrambi partecipi sempre. È anche la sintesi tra due persone diverse il segreto della loro efficacia». La data di Mantova è a cura di Shining Production e Fondazione Artioli. Biglietti a 29.90 euro su Mailticket e Ticketone.

Video del giorno

La rissa di sabato sera in un bar di piazza Broletto a Mantova e il fuggi fuggi generale

La guida allo shopping del Gruppo Gedi