Alla Mostra del cinema di Venezia l’Italia affolla la selezione

Una ventina di titoli, tra i cinque registi in concorso Sorrentino, Martone e Mainetti

MANTOVA.  L’Italia da record affolla la selezione della Mostra del cinema di Venezia (1-11 settembre), annunciata lunedì 26 luglio. Cinque in concorso e poi nelle altre sezioni, una ventina di titoli in tutto che ben rappresentano il nuovo cinema italiano, dalla generazione dei registi affermati come il premio Oscar Paolo Sorrentino e Mario Martone ai nuovi talenti, dai gemelli D’Innocenzo al terzo film a Gabriele Mainetti atteso alla seconda prova e poi ancora gli emergenti come Leonardo Di Costanzo, Laura Bispuri, Stefano Mordini.

Allora eccolo lo squadrone italiano guidato dal premio Oscar della Grande Bellezza e cominciando dai cinque del concorso. È stata la mano di Dio - Napoli, la città dell'infanzia, i genitori perduti troppo presto, il luogo del delirio per Diego Maradona ancora oggi vivido. A 20 anni esatti dal primo film, Sorrentino porta a Venezia un autobiografico racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita nella storia di Fabietto, ragazzo nella tumultuosa Napoli degli anni ’80. Prodotto da Lorenzo Mieli e Paolo Sorrentino, una produzione The Apartment, uscirà in cinema selezionati e su Netflix nel 2021. «Da ragazzi il futuro ci sembra buio. Barcollanti tra gioie e dolori, ci sentiamo inadeguati. E invece il futuro è là dietro. Bisogna aspettare e cercare . Poi arriva. E sa essere bellissimo. Di questo parla È stata la mano di Dio. Senza trucchi, questa è la mia storia e probabilmente anche la vostra», ha scritto su Instagram. Nel cast, accanto a Filippo Scotti, Toni Servillo e molti altri attori napoletani.

Qui rido io - Mario Martone racconta la vita del grande attore comico e commediografo della Napoli dei primi del ’900 Eduardo Scarpetta interpretato da Toni Servillo. «È l’immaginario romanzo di Scarpetta e della sua tribù», ha detto Martone che ha indagato sul rapporto tra lui e i figli De Filippo. Il film uscirà subito: il 9 settembre.

America Latina - Al terzo film, dopo La terra dell’abbastanza e Favolacce, i gemelli D’Innocenzo conquistano il concorso. «Abbiamo inseguito con tenacia questo palcoscenico e ora, con responsabilità e umiltà, ci rimettiamo allo sguardo degli spettatori» hanno dichiarato Damiano e Fabio D’Innocenzo che per il nuovo film hanno di nuovo scelto come protagonista Elio Germano. Prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, il film è distribuito in Italia e nel mondo da Vision Distribution.

Freaks out - È il nuovo ambizioso film di Gabriele Mainetti che con l’opera prima Lo chiamavano Jeeg Robot ha dato una scossa al cinema italiano. Scritto ancora con Nicola Guaglianone (da un suo soggetto originale), ritrova nel cast Claudio Santamaria. Il film d’avventura e di formazione racconta una storia «nella Roma occupata del 1943 con quattro freak, unici e irripetibili, protagonisti di una Storia più grande di loro». Prodotto da Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema uscirà il 28 ottobre con 01.

Il buco - Dopo 11 anni il ritorno al cinema di Michelangelo Frammartino dopo Le quattro volte. Nell’agosto del 1961 un gruppo di giovani speleologi piemontesi scopre coi suoi 700 metri di profondità una delle grotte più profonde del mondo, l’Abisso del Bifurto dell’altopiano del Pollino, sotto lo sguardo di un vecchio pastore. Una produzione Doppio Nodo Double Bind con Rai Cinema, uscirà in sala con Lucky Red.

Il bambino nascosto di Roberto Andò con Silvio Orlando maestro di musica in un vecchio palazzo napoletano fatiscente è il film di chiusura, presentato Fuori Concorso, di Venezia 78.

Sempre nel Fuori Concorso ci sono anche Ariaferma di Leonardo Di Costanzo con Toni Servillo capo delle guardie carcerarie di un penitenziario in via di dismissione e Silvio Orlando detenuto e La scuola cattolica di Stefano Mordini con, tra gli altri, Benedetta Porcaroli, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, ad evocare uno dei casi efferati dell'Italia negli anni ’70, il delitto del Circeo.

Nel Fuori Concorso non fiction, ossia tra i documentari, tanta musica: Deandrè#Deandrè. Storia di un impiegato di Roberto Lena, Ezio Bosso le cose restano di Giorgio Verdelli e poi ancora Django&Django di Luca Rea in cui Quentin Tarantino racconta la sua passione per Sergio Corbucci e il western spaghetti, mentre Viaggio nel crepuscolo è un documentario di Augusto Contento che parte dai film di Bellocchio per raccontare il declino italiano.

In concorso a Orizzonti c’è Laura Bispuri con Il paradiso del pavone, mentre nella nuova sezione definita Orizzonti Extra ci sono altri due film italiani: La ragazza ha volato di Wilma Labate e La macchina delle immagini di Alfredo C. di Roland Sejko con Pietro De Silva. E Rebibbia lockdown diretto da Fabio Cavalli, un Evento speciale ospitato dal Festival con un alto valore di testimonianza individuale e civile.

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