Il Festivaletteratura festeggia i suoi 25 anni «Un’edizione ricca ma attenta alla sicurezza»

La presidente Baccaglioni: «Un periodo difficile a causa della pandemia ma le proposte sono molto interessanti»

Un festival da leggere su più righe. Sarà questa la caratteristica della 25° edizione di Festivaletteratura, in calendario dall’8 al 12 settembre, che ieri ha svelato il programma 2021 sul sito e il 3 agosto lo presenterà in piazza Alberti, alle 21, con il concerto dell’organettista Alessandro D’Alessandro. Il libretto, dopo l’assenza dello scorso anno, torna e si arricchisce di nuovi contenuti e cambia formato per diventare un catalogo della manifestazione, un volume di 224 pagine che raccoglieranno appuntamenti, informazioni e una nuova sezione con contributi originali d’autore.

«È un traguardo importante che ci riempie di soddisfazione ma anche di tristezza perché non siamo più tutti quelli che hanno dato inizio a Festivaletteratura - dice Laura Baccaglioni, presidente del Comitato organizzatore -. È un secondo anno difficile, a causa della pandemia, ma il programma è molto bello. Sarà il più possibile in presenza ma in assoluta sicurezza, vicino a chi ci è stato vicino».

Un’edizione ancora difficile, che ha fatto tesoro dell’esperienza dello scorso anno, un festival che non smette mai di guardare avanti e che vede ospiti scrittrici e scrittori di tutto il mondo, in presenza o sul web, per raccontare il nostro tempo in tutte le declinazioni possibili. Tra gli ospiti di caratura internazionale vi saranno Alice Walker, icona della cultura afroamericana, l’attivista californiana Rebecca Solnit e Colum McCann, un felice ritorno al festival, vincitore del National Book Award autore di “Apeirogon” sul conflitto arabo-israeliano. A questi si aggiungono il cileno Benjamin Labatut, l’argentina Mariana Enriquez, il peruviano Santiago Roncagliolo, il marocchino Fouad Laroui e il russo Aleksej Ivanov autori di romanzi dei più diversi generi.

L’ambiente, al centro del dibatto internazionale, sarà protagonista in questa edizione conChristiana Figueres, Andri Snaer Magnasson e Luca Mercalli.

Non mancheranno le riflessioni sulle “intelligenze”con gli scienziati, Giorgio Vallortigara, Peter-Godfrey-Smith e Joseph LeDoux, i filosofi Slavoj Žižek e gli economisti, tra cui il premio Nobel Angus Deaton e Daniel Kahneman psicologo-economista.

Al pensiero della differenza daranno voce la vincitrice del Booker Prize 2019Bernardine Evaristo, la giovane fumettista Josephine Yole Signorelli alias Fumettibrutti, lo storico francese Ivan Jablonka.

La conversazione sulla letteratura infine è affidata a ospiti come Gabriele Romagnoli e Marcello Fois, Marco Malvaldi, Alessandro Piperno, Andrea Vitali e Simonetta Agnello Hornby, tra gli altri.

«Quest’anno speravamo in tempi migliori ma siamo ancora sospesi e in attesa di normative che potrebbero essere restrittive - aggiunge Marzia Corraini del Comitato -. Come nei nostri desideri pre pandemia continueremo sulla strada dell’innovazione strutturando esperienze provate lo scorso anno con successo. Venticinque anni di festival ci offrono molte possibilità di riflessione. Abbiamo mixato tutti questi elementi: la storia e la vocazione alla ricerca che ci ha sempre contraddistinto, lavorando a progetti ad hoc con gli autori. Vogliamo continuare a stare vicino alla città, con iniziative come il Furgone poetico e Piazza balcone, ma anche al nostro pubblico che potrà seguirci da lontano attraverso la radio e lo streaming. Molte sono le situazioni per ragionare ad hoc sulla contemporaneità con un uso intelligente del passato. Saghe, scienza, sostenibilità e tanto altro saranno la cifra di questa edizione che ha tante interconnessioni e che si legge su più righe».

E aggiunge infine Carla Bernini del Comitato: «Quella del 2020 è stata un’edizione stranissima e particolare che ci ha fatto sperimentare soluzioni che vale la pena mantenere anche perché il Covid non è ancora passato è dobbiamo essere guardinghi e rispettosi. Ogni week end, ovunque, ci sono festival, ma noi siamo stati i primi e vogliamo continuare a mantenere il nostro ruolo di essere creativi. È un’occasione di riflessione, sulla scuola, il mondo, i confini. In 25 anni di storia il festival è cambiato. Ci sono ancora dei personaggi pop, non vogliamo essere troppo sofisticati, ma offrire curiosità, piccole scintille. Speriamo solo che il pubblico abbia voglia di partecipare». Paola Cortese

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