Festivaletteratura, la 25ª edizione punta sul confronto e la riflessione

Saccani Nicola

Folto pubblico  in piazza Alberti per la presentazione. Buttarelli: «Anche il volume offre un approfondimento» 

MANTOVA. Come districarsi nella complessità del nostro tempo con la riflessione e l’approfondimento dei temi che lo caratterizzano. È stato questo il filo conduttore della serata di presentazione,  in piazza Alberti, del nuovo programma del Festivaletteratura, giunto quest’anno alla sua venticinquesima edizione. Un’occasione per illustrare un volume vero e proprio con contributi d’autore, Abdullahi Ahmed, Elisabetta Bucciarelli, Chiara Codecà, Marco Malvaldi, Colum McCann, Laura Tripaldi, Alice Urciuolo, Giorgio Vacchiano e il collettivo eXtemporanea, cui si aggiungono rinnovate schede di presentazione degli eventi e tanti spunti per districarsi nei vari percorsi proposti. È stato ricordato Luca Nicolini, padre fondatore del Festival, con un lungo applauso .

Un folto pubblico ha partecipato al tradizionale appuntamento che ha visto sul palco anche il primo cittadino Mattia Palazzi e, al termine della presentazione, ha assistito al concerto dell’organettista Alessandro D'Alessandro. «Nella società contemporanea la confusione regna sovrana nel dibattito pubblico – ha detto Annarosa Buttarelli del comitato organizzatore del Festivaletteratura – per questa ragione vogliamo toglierci dal chiacchiericcio mediatico e offrire, anche con questo nuovo strumento, il volume fresco di stampa, un’occasione di approfondimento e riflessione».

Il comitato organizzatore ha voluto proporre questo elemento di novità per sottolineare l’impegno intellettuale, culturale e civile del festival sulla lettura.

«Una cifra distintiva, anche rispetto a tutti gli altri festival – ha continuato Buttarelli – specchio della biblioteca di Babele di questo labirinto che è la contemporaneità». Per consentire un utilizzo più fluido del volume/programma è poi intervenuto Alessandro Della Casa, dello staff di Festivaletteratura, che ha dato indicazioni sulla legenda e su come interpretarla.

«Non era per nulla scontato ritrovarsi in questa piazza rinnovata dopo questi anni difficili. La città cambia anche grazie al festival, sia nella percezione degli spazi che nella sua mobilità: una città che deve saper fare e produrre cultura tutti i giorni e non solo durante l’evento - ha detto poi il sindaco che nel 2018, nell'occasione, aveva annunciato a sorpresa la riqualificazione di piazza Leon Battista Alberti e quest’anno l’apertura domenicale della biblioteca Baratta per i lavoratori- questi giorni aiutano la comunità ad essere più civile. Il mondo passa da qua, la città ha bisogno del festival e siamo tutti vicini a questo appuntamento».

D’Alessandro, creando un’atmosfera molto suggestiva, ha suonato un repertorio fatto di libere interpretazioni per organetto ‘preparato’ ed elettronica di alcuni classici della canzone d’autore nel linguaggio di un organetto che, nelle sue mani, sembrava assumere un respiro più ampio, quasi orchestrale.

Il suono intimo del mantice, quasi un respiro, si è confrontato con l’utilizzo molto personale dell’elettronica, dell’effettistica e dei loops in tempo reale creando sovrapposizioni armoniche e ritmiche attraverso un originale sistema di percussione dello strumento i armonia con l'architettura circostante. 

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