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La tregua degli scetticismi che asfissiano: è possibile rassomigliare al Festival

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“Sono convintissimo che non esiste un’edizione di Festivaletteratura uguale, perché le Cinque Giornate di anno in anno si sono modellate sul mondo, ai temi dell’attualità, alle variabili apprensioni globali, al gusto per il narrare, la lettura, il sapere. Quindi scrivo che Mantova cambia, cambia davvero, cambia sul serio, durante il Festival”

MANTOVA. «Grazie, non era scontato». Sono le ultime parole del discorso del sindaco all’inaugurazione del Festivaletteratura. Il riferimento era alla fatica, alle incognite, alla relatività di questa manifestazione (che è Mantova stessa) la quale, invece, vien data per puntuale e inossidabile. Chi crede che Festivaletteratura sia romanticamente automatico come la fine dell’estate, si sbaglia. Il Covid, ad esempio, per le Cinque Giornate di Mantova non è un accidente letterario, che può entrare e uscire dalle conversazioni fra romanzieri e saggisti.

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