Il Festivaletteratura di Mantova ritrova la sua dimensione e chiude a 30mila presenze

Confermano il successo anche i risultati web e social: e già si lavora all’edizione 2022, in programma dal 7 all’11 settembre

MANTOVA. L’edizione ponte, tesa tra l’orgoglio e la speranza, va in archivio con più di 30mila presenze, ma rottama l’ansia dei numeri e rispolvera la formula “piccolo è bello”. Così, nella capienza sorvegliata e compressa, Festivaletteratura ritrova la sua misura, che aderisce e combacia con la dimensione di Mantova. Con il respiro delle sue piazze e il perimetro dei suoi cortili. Se proprio, per dilatare i confini e moltiplicare gli spazi di fruizione, c’è la tecnologia dello streaming. Così la necessità si traduce in lezione, e il cambiamento in opportunità: «Indietro non si torna, anche quando il Covid finirà» avverte la presidente del comitato organizzatore, Laura Baccaglioni.

«Sì, la venticinquesima edizione ha segnato il ritorno del pubblico in presenza, ma sempre secondo le regole e le limitazioni imposte dal Covid – argomenta – Però tutto questo non si è tradotto in una diminuzione, al contrario, ha aggiunto potenzialità al Festival, perché insieme alla città ha ritrovato una dimensione più accettabile, vivibile e sostenibile, come si dice oggi». Secondo la presidente del comitato organizzatore, le opportunità offerte dal web sono state interessanti e preziose: «Prendiamo piazza Castello, ad esempio, dove prima stavano anche in 1.200 persone, adesso c’è posto per la metà, il ché ha reso lo spazio molto più vivibile. Contemporaneamente, la trasmissione in streaming degli eventi più richiesti ha aggiunto qualcosa al Festival.

La cartolina che annuncia l'edizione numero 26, dal 7 all'11 settembre: la grafica è di Giorgio Camuffo

Ecco, da questa dimensione non si potrà più tornare indietro – scandisce Baccaglioni – Festivaletteratura ha capito che deve modificarsi». Piccolo è bello, quindi, ma non come arroccamento snobistico, ché la cifra della manifestazione resta l’apertura della provincia alla complessità del mondo. In un felice rovesciamento prospettico. Ecco, forse il gigantismo delle ultime edizioni pre Covid, arrivate a superare l’asticella delle 122mila presenze, minacciava di appannare le lenti di Festivaletteratura. Confondendo il successo con la contabilità. L’autorevolezza con i numeri. Sbagliato. «È stato proprio un bel Festival, con tanta qualità – ripete Baccaglioni a proposito della venticinquesima edizione – ho visto una città molto animata da scelte azzeccate, ottime, come quelle del furgone poetico, degli spettacoli per ragazzi, delle lavagne e degli appuntamenti di piazza balcone».

Il mondo è cambiato e Festivaletteratura con lui, segnala il comunicato stampa diffuso in coda alla domenica, individuando in questa consapevolezza la chiave della trasformazione: «Costruita in parte con le stesse incertezze dello scorso anno, l’edizione 2021 ha reso evidente la poliedricità degli interessi del pubblico, la necessità di instaurare con la città un rapporto nuovo, fondato sulla sostenibilità, e di continuare a percorrere la via della qualità rispetto a quella della quantità». Programma alla mano, si parla comunque di oltre 300 eventi e 400 autori, italiani e internazionali, in presenza e da remoto.

Vivace anche l’attività di Radio Festivaletteratura, che, nata nel 2020 come tentativo di aggirare la distanza imposta dal virus, si è confermata «un esperimento riuscito e un pilastro insostituibile del programma, con i suoi 14 programmi, i 100 ospiti e le oltre 45 ore di trasmissione». Così, confortato da un esito tutt’altro che scontato, già oggi Festivaletteratura può guardare con entusiasmo ai suoi prossimi venticinque anni. E all’edizione 2022, in programma dal 7 all’11 settembre. Viva. —

Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

La guida allo shopping del Gruppo Gedi