Limen, nell’universo di Cavinato tra elementi luminosi e installazioni sonore

Inaugurata la mostra dell’artista nei Tinelli di Palazzo Te. La rassegna offre al pubblico un’esperienza multisensoriale

MANTOVA. I Tinelli di Palazzo Te trasformati in un luogo incantato da Limen, un’installazione di Paolo Cavinato con ambiente sonoro di Stefano Trevisi. È la terza edizione della project room Sonografie, il progetto di ricerca ideato da Fondazione Palazzo Te con Leonardo Zunica che indaga il rapporto tra musica e pittura.

La mostra, presentata allo Spazio Te, ha visto susseguirsi gli interventi del presidente e del direttore della Fondazione, Enrico Voceri e Stefano Baia Curioni in collegamento online, fautori di un’offerta culturale varia che valorizza e anima il palazzo spaziando dal manierismo alla contemporaneità, oltre che dal vice sindaco Giovanni Buvoli che ha sottolineato come la leva della cultura stia rianimando la città dopo uno dei peggiori periodi della storia recente, e da Fiorenza Baciocchini di Fondazione Bam sponsor del progetto.

L’artista mantovano di fama internazionale ha raccontato la genesi del progetto iniziato molti anni fa a Shanghai, sul senso di spaesamento provato, e integrato con nuove opere inedite in una ricerca che, negli ultimi anni, lo ha visto affrontare varie discipline, impiegando tecniche e linguaggi diversi, tutti concettuali.

L’esposizione pensata per lo spazio dei Tinelli propone un’esperienza estetica amplificata e multisensoriale: accolto in uno spazio in penombra, già dalla soglia, lo spettatore è attirato da elementi luminosi e da suoni emessi sia dalle opere a parete che dalle installazioni a terra.

«Esiste nel mio lavoro un’idea di messa in scena – ha detto Cavinato – da intendersi come costruzione e organizzazione di elementi nello spazio, uno spazio che si dispone secondo criteri scenici di figure quali oggetti o elementi dislocati all’interno della nostra visione. Qui è sempre importante il punto di vista, la gerarchia degli elementi e il significato simbolico della loro posizione. D’altronde la nostra vita di tutti i giorni la organizziamo selezionando e disponendo le cose nel tempo e nello spazio».

La mostra propone quattro opere, il disegno tridimensionale luminoso Limen (2021) che si presenta come una visione, uno spettro fluttuante, fortemente evanescente e impalpabile, l’installazione lignea Lost (2015), per la prima volta esposta in Italia dopo Shanghai e Londra, in cui si ritrova la dimensione del labirinto, il mandala tridimensionale luminoso Cosmo (2021) realizzato con fili di fluorocarbonio a partire da precisi calcoli matematici; e la piccola scultura Luce (2021) che rimanda alle architetture fantasma.

La musica, elemento reiterato nella produzione di Cavinato, ha trovato espressione nella preziosa collaborazione con il compositore mantovano Stefano Trevisi. Questa sera alle 21.15 nella Sala dei Cavalli si terrà il concerto del pianista Leonardo Zunica in dialogo con le improvvisazioni di Ortelius con Leandro Lobianco ed Enrico Comaschi (info e prenotazioni MantovaMusica: t 0376 355 566 | info@mantovamusica.com).

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