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Da Locarno al Mignon: Angius presenta “I Giganti”

Venerdì il regista sarà in sala insieme a Stefano Deffenu e Riccardo Bombagi. La storia: un gruppo di amici si trova a condividere la villa durante il lockdown

MANTOVA. Una rimpatriata tra vecchi amici, una casa sperduta in fondo a una valle, tanti ricordi e tante storie. Parte da queste premesse “I Giganti”, il nuovo film del regista sardo Bonifacio Angius, al cinema in questi giorni e in arrivo al Mignon di via Benzoni per una serata speciale in compagnia dell’autore e dei due protagonisti. Venerdì alle 21.15 il Mignon ospiterà Angius assieme agli attori Stefano Deffenu e Riccardo Bombagi. Unico film italiano in concorso a Locarno, “I Giganti” racconta di un piccolo gruppo di amici che si trova a condividere una villa durante il lockdown.

Non si tratta però di un “instant movie” votato a descrivere le difficoltà dell’isolamento; al contrario, la vicenda si sviluppa su tutt'altra linea, concentrandosi sul racconto cupo di un pugno di esseri umani sconfitti, messi di fronte alla necessità di affrontare i reciproci fallimenti, auto-isolati in una villa solitaria che diventa arena di confronto e scontro tra disillusioni.

A tal proposito, ecco Angius: «I Giganti è un film nato da diverse congiunture e suggestioni legate al triste e sconvolgente periodo che tutti insieme stiamo affrontando. È una storia densa di rabbia, dolore, tenerezza, fragilità, furore, ironia, cinismo e violenza. La violenza, nei gesti e nei pensieri, negli sguardi e nelle parole, e motore invisibile delle azioni dei personaggi e, attraverso il ritratto di un piccolo mondo autodistruttivo, forma elementare dell’agire umano. L’idea del film nasce dall’urgenza di mettere a nudo le fragilità dei rapporti umani e di mostrarne il disequilibrio, cercando di illuminarne i lati più oscuri, nostalgici, sinistri e malinconici».

I giganti, continua Angius, «si chiamano così perché sanno di aver perso», e si ritrovano immersi in quella che anche da un punto di vista formale è una tragedia greca: chi ha infranto una legge divina, ne pagherà le conseguenze. I protagonisti sono dunque degli sconfitti, sono cattivi e sono rassegnati. Ciononostante, è difficile non immedesimarsi in loro, o almeno non entrare in empatia con questo gruppo di disgraziati che cercano un ultimo illusorio momento di serenità. Una fiaba cupa, costellata da attimi di tristezza ma anche di tenerezza nella loro ricerca di senso a un’esistenza che si sono lasciati sfuggire dalle mani.

L’opera è stata presentata in concorso a Locarno e arriva nelle sale italiane a partire da questa settimana. Angius è al suo terzo film di finzione, dopo l’exploit del suo film d’esordio “Perfidia”, che nel 2014 ha raccolto premi e critiche notevolissime in tutta Europa, e dopo “Ovunque proteggimi”, presentato al Torino Film Festival nel 2018. Angius arriva a Mantova in occasione del tour che è partito dalla Sardegna. Per l’occasione, il regista (qui anche interprete) e i due protagonisti incontrano il pubblico dopo le restrizioni dell’ultimo anno e mezzo.

«Angius - spiegano gli organizzatori - definisce il suo film come un racconto che è un’opera filosofica scritta da un cialtrone, ma il riscontro raccolto fino ad ora denota il film come uno dei prodotti più stimolanti e interessanti del panorama cinematografico italiano attuale. Il film trova il suo spazio in un percorso più sperimentale, ma interessante. Il cinema come esperienza collettiva e condivisa anche tra autori e pubblico è il motivo principale e imprescindibile per cui continuiamo la nostra attività».

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