Cantò il ’68 e lavorò per Berlusconi: politica e spettacolo salutano Pietrangeli

Era nato a Roma 76 anni fa. “Contessa” e “Valle Giulia” le sue canzoni più famose. Fu aiuto regista di Fellini e Visconti

ROMA. Apparentemente sembrava vivere in una contraddizione continua. Simbolo di una generazione, autore della canzone rivoluzionaria per eccellenza, comunista da sempre («ero iscritto al Pci dal 1964») anche se i comunisti all’università «non erano sempre ben visti», aveva diretto, dalla cabina di regia, trasmissioni di punta della Fininvest di Silvio Berlusconi, come Amici di Maria De Filippi e il Maurizio Costanzo show. Un rapporto lavorativo continuato anche dopo la famosa discesa in campo del Cavaliere.

Del resto Paolo Pietrangeli amava essere così, amava le contraddizioni da cui non sfuggiva. Anzi: «Vivevo le contraddizioni il più possibile», ricordava spesso nelle interviste. Come quando scrisse “Contessa”, una canzone diventata l’inno di piazze, manifestazioni di un’intera generazione ma che in origine «non si poteva cantare» a Roma, nel Pci, perché considerata l’inno dei rivoluzionari.

Nato a roma il 29 aprile del 1945, è scomparso ieri all’età di 76 anni. Come spesso si sottolinea in questi casi, scompare ’uomo ma non quello che ha lasciato: «...le idee restano», è infatti il post apparso sulla sua pagina ufficiale di facebook.

Artista decisamente poliedrico, capace appunto di mettere una firma su gran parte della produzione artistica a sfondo socio-politico, oltre a “Contessa” scrisse anche “Valle Giulia”, una canzone legata agli avvenimenti del marzo del 1968, quando presso la facoltà di Architettura dell’università di Roma, appunto in via di Valle Giulia, ci furono i primi scontri gravi tra studenti, che avevano occupato la facoltà, e le forze dell'ordine. Di fatto fu il primo scossone del ’68 italiano.

Oltre al cantautorato, il contributo di Pietrangeli ha riguardato anche altri settori, come quello del cinema e della televisione. È stato infatti anche aiuto-regista con Mauro Bolognini, con Luchino Visconti e con Federico Fellini.

Più di recente, per quanto riguarda la produzione da regista, aveva messo la sua firma sul documentario “Genova per noi”, dedicato al tragico G8 di Genova, agli scontri e all’uccisione di Carlo Giuliani.

In campo politico invece, si era candidato alla Camera dei Deputati nel 1996 con Rifondazione Comunista, risultando poi non eletto. Nel 2009 aveva aderito al Partito Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, mentre nel 2018 si era ricandidato alla Camera dei Deputati con Potere al Popolo senza riuscire ancora una volta a essere eletto. Manifestazioni di cordoglio in gran parte della sinistra. «È difficile ricordarlo - è sttao invece i commento di Maurizio Costanzo - dato che sono trascorsi almeno 30 anni di lavoro insieme, con lui alla regia. Mi mancherà come già mi mancava in questi anni nei quali non se ne occupava più. È stato un bellissimo incontro».

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