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Con la luce della nebbia: Giuseppe Gradella e lo sguardo senza confini, da qui

«La bellezza muove tutto. Non lasciamoci fermare». Da architetto a fotografo senza segreti: «Mantova è terreno fertile per i giovani ma è lenta, come prigioniera dei laghi»

MANTOVA. «La luce migliore? Quella della nebbia: elimina le ombre, rende i luoghi e i volti omogenei, purifica».

Quella nebbia, che spesso sembra solo capace di nascondere, isolare e trasfigurare, per un fotografo nato architetto diventa fonte di ispirazione e supporto artistico ideale: per vedere la realtà attraverso se stesso, in una proiezione continua di idee, ricordi, sentimenti, speranze. Attimi, sguardi, angoli: spesso di una Mantova fuori dai luoghi comuni, compresi quelli del suo fascino classico.

Giuseppe

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