Lavia e Di Martino sul palco del Sociale di Mantova con la pièce “Le leggi della gravità”

L’attore e regista: «Il mio personaggio alle prese con un omicidio nebuloso». Lo spettacolo in scena il 2 dicembre. L’attrice anticipa: «È la storia di due solitudini»

MANTOVA. Il tempo è uno dei protagonisti dell’atto unico “Le leggi della gravità”, in scena al Teatro Sociale giovedì 2 dicembre alle 21, tratto dal romanzo Les lois de la gravité di Jean Teulé, pubblicato in Francia e inedito in Italia. La regia e l’adattamento sono di Gabriele Lavia, che ne parla in questa intervista alla Gazzetta. Proprio Lavia, nel 2014, ha ricevuto l’Arlecchino d’Oro.

Un enorme orologio segna il tempo reale dell’azione scenica. «È il più grande orologio che ci sia in commercio - dice Lavia - ma lo avrei voluto ancora più grande».

In una notte i pioggia, al commissariato di Le Havre, in Normandia, si presenta una donna che confessa di aver ucciso il marito dieci anni prima, spingendolo giù dal balcone. A interpretare la donna è Federica Di Martino. Il commissario, che il giorno dopo andrà in pensione, è interpretato da Lavia.

«Il mio personaggio - dice l’attore - è alla fine della sua vita lavorativa, una scadenza che corrisponde a quella dei termini di prescrizione del delitto commesso dalla signora, che dice di avere ucciso il marito che la maltrattava. Un omicidio nebuloso: non ci capisce se il marito sia caduto da solo, come aveva stabilito anni prima l’inchiesta della polizia, o se a gettarlo giù sia stata questa donna strana, mitomane».

Si affronta il tema della violenza sulle donne: forse una moglie si è vendicata. «La donna - dice Federica Di Martino - non riesce a convivere col delitto commesso, nonostante il marito la picchiasse. È la storia, in modi diversi, di due fallimenti esistenziali, della donna e del commissario, la storia di due solitudini».

Da un lato c’è il bisogno della colpevole di rispondere a una pressione morale che la schiaccia; dall’altro la disillusione del commissario verso un dovere ormai in balìa della burocrazia. Quando il commissario si accorge che a mezzanotte il reato andrà in prescrizione, cerca di temporeggiare perché ha capito che la donna ha reagito alle continue violenze e vessazioni del marito.

Enrico Torzillo interpreta l’impacciato ma volenteroso sottoposto del commissario.

L’adattamento dal romanzo di Teulé è stato fatto sul testo francese, con traduzione di Chiara De Marchi. Scene Alessandro Camera, costumi Andrea Viotti, musiche Antonio Di Pofi, produzione Effimera srl in coproduzione con Teatro della Toscana. Biglietti in vendita su Ticketone.it e alla biglietteria del Sociale, aperta sabato 27 novembre e martedì 30 dalle 10 alle 13 e giovedì, il giorno dello spettacolo, dalle 16 alle 19, tel. 0376 1590869, email boxofficemantova@gmail.com. La stagione di Mantova Teatro è organizzata da Fondazione Umberto Artioli. 

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