Un nuovo auditorium per la musica a Mantova? Il Comune: ora non è la priorità

Il presidente del Conservatorio aveva lanciato il progetto da 3 milioni. La Provincia prende tempo

MANTOVA. Forse il nuovo presidente del conservatorio Campiani, Giordano Fermi, si aspettava risposte più incoraggianti da Comune e Provincia. Alcuni giorni fa sulla Gazzetta di Mantova aveva prospettato la necessità (in effetti la musica sarebbe una necessità) di un nuovo auditorium da 500 posti. E aveva anche individuato con precisione l’oggetto del desiderio, ossia il capannone della Provincia tra via Fancelli e via della Conciliazione, a ridosso del blocco del Conservatorio.

Ma a quanto pare Fermi dovrà fare affidamento sull’eventualità di ottenere fondi ministeriali, perché a livello locale, al di là dell’apprezzamento generale, difficilmente sarà trovata una parte dei tre milioni necessari alla ristrutturazione.

«È una proposta più che condivisibile - ha detto ad esempio il sindaco del capolugo, Mattia Palazzi - Ora, però, il Comune non ha le risorse per poter realizzare l’auditorium. La nostra priorità, per il 2022, è recuperare circa dieci milioni per finire palazzo del Podestà, e altrettanti milioni per restauri e lavori nel teatro Bibiena. Ma sono disponibile con il Conservatorio e la Provincia a lavorarci insieme, chiedendo magari un aiuto al ministero». Le faremo sapere, insomma.

Ma vediamo cosa ne pensa Beniamino Morselli, presidente della Provincia: «Quello illustrato da Fermi è un progetto sicuramente interessante. Ricordo che il primo che ebbe questa idea fu il compianto professor Sergio Cordibella. Certo, un’opera del genere rappresenterebbe un arricchimento sia per la città che per l’intera provincia. È chiaro che per la realizzazione di un nuovo auditorium saranno necessarie ingenti risorse: per questo occorrerà anche tenere conto delle novità che potrebbero interessare a breve le Province alla luce del disegno di legge che è in fase di stesura. Un disegno di legge che oltre a prevedere il ritorno delle giunte provinciali potrebbe includere anche un riordino delle funzioni. Se le amministrazioni provinciali avranno ancora competenza in materia, la Provincia potrebbe approfondire l’argomento e vedere se vi sono le effettive condizioni per la fattibilità e sostenibilità dell’opera: e non parlo solo di costi, ma anche di progettualità culturale e gestionale». Siamo sempre al “le faremo sapere”.

Ma l’uscita di Fermi non è il capriccio di chi vorrebbe tutto e subito: è invece l’espressione di un bisogno reale, perché a Mantova (che pure è città di cultura, città della musica, città dei festival eccetera) non c’è uno spazio funzionale all’esecuzione della musica. L’auditorium che oggi fa parte del Conservatorio offre spazi piuttosto ridotti e non è adeguato a una programmazione prestigiosa come quella che già adesso (pandemia a parte) si dipana nel corso dell’anno.

I teatri a disposizione, dal Sociale al Bibiena, sono belli ma costosi e poco funzionali. Speriamo nel ministero.

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