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L’urlo di Ceramic Dog a Mantova lancia nello spazio un immenso Marc Ribot

Al concerto dell’altra sera all’Ariston,  Ribot è arrivato con il suo progetto Ceramic Dog (insieme ai fantastici Shahzad Ismaily e Ches Smith) grazie al circolo del Jazz Roberto Chiozzini. Tre parole per tre musicisti, per tre momenti della serata da raccontare.

MANTOVA. Giuro che alla prima occasione prendo l’aereo e vado a Newark, New Jersey: l’aria deve essere addizionata, in questa città a pochi chilometri da New York. Perché ci sarà una ragione se lì ci sono nati Allen Ginsberg, Philip Roth e Paul Simon. E pure Marc Ribot, in funzione di folle e suprema sintesi: un urlo, un complotto contro l’America, una canzone americana tutto insieme.

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