Bologna e la “dolce vita”: Gelsi e Rossetti firmano un nuovo poliziesco

È uscito il libro  “La strada dei sogni infranti” edito da Il Rio. La presentazione sarà domenica 12 dicembre alle 17.30 alla Libreria Paoline-Il Rio

MANTOVA. È uscito il libro di Salvatore Gelsi e Roberto Rossetti “La strada dei sogni infranti” edito da Il Rio, 148 pagine, 14 euro. La presentazione sarà domenica 12 dicembre alle 17.30 alla Libreria Paoline-Il Rio, in viale delle Rimembranze 1/A, info e prenotazioni paolinemantova@ilrio.it, cell. 328 915 4797.

Nella Bologna della “dolce vita” dove è in atto una profonda trasformazione che si chiama “modernità” (il grattacielo di San Vitale, i grandi magazzini Omnia, i nuovi quartieri periferici, i filobus al posto dei tram a rotaie e i tortellini diventati simbolo della città che in ogni ristorante mette in tavola) la squadra mobile deve occuparsi delle riprese del film di Florestano Vancini “La banda Casaroli” (1962) che rievoca il più grave fatto di sangue del dopoguerra.

Le armi sceniche erano quelle vere degli anni ’50, volute dal regista, che spareranno davvero, tra realtà e finzione. Gelsi racconta che da bambino assistette ad alcune riprese del film e che in seguito diventò amico del regista. Alla fine del film le armi sparirono, poi ritrovate nel 2002.

Nel romanzo il brigadiere Capitani e il maresciallo Cocchi si occupano della caduta di uno slavo dalle gradinate dello stadio (due ondate di profughi istriani, nel 1947 e un decennio più tardi, sono un’eco del violento clima delle foibe).

Nella seconda parte del romanzo l’antefatto è nel 1961 è a Mantova, dove una bomba distrugge il monumento dedicato dell’eroe tirolese Andreas Hofer.

Tra l’11 e il 12 giugno 1961 in Alto Adige divampa la Feuernacht, la “notte dei fuochi” con 400 attentati. Alcuni poliziotti della Questura di Bologna vengono spediti a Merano.

Sono un bolognese, un campano, un padovano e un calabrese che sanno poco o nulla di una vicenda con radici antiche, dalle guerre napoleoniche alla seconda guerra mondiale passando per la prima.

Più che trovare i terroristi, i poliziotti s’imbattono in vicende famigliari che portano a delitti e moventi lontani. Una ragazza scomparsa è ritrovata in un dirupo, un cadavere viene dissotterrato da un cane, un altro galleggia sul fiume Passirio. La neve del Natale 1962 sarà macchiata di sangue.

“La strada dei sogni infranti” è la continuazione ideale del precedente “Un Po d’odio”, di Gelsi e Rossetti, uscito la scorsa primavera per l’editore Il Rio, dove Mantova era un crocevia di passaggio per il tritolo. L’odio ritorna come causa ed effetto di ogni omicidio.

“La strada dei sogni” (cui viene aggiunto “infranti”) era la denominazione dell’autostrada del Brennero quando era in costruzione. 

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