Palazzo Ducale, ultima settimana per vedere la mostra dedicata a Dante

Interessante itinerario nella cultura del Trecento a Mantova. Per il pubblico ingressi previsti da domani a domenica

MANTOVA. Ultima settimana, dal 4 gennaio a domenica 9, per visitare la mostra Dante e la cultura del Trecento a Mantova aperta a Palazzo Ducale nelle sale di Guastalla.

Stefano L’Occaso, il direttore, è soddisfatto di come stanno andando le cose.

A smuovere le acque o, come dice lo stesso L’Occaso, a gettare «un sasso nello stagno» (quello del Covid, ora con la variante Omicron che vorrebbe fare stagnare la cultura) è questa mostra, importante per più motivi. Uno è perché, esclusi quelli provenienti da prestiti, i tesori d’arte esposti resteranno permanentemente al Ducale.

Poi per il periodo storico poco sondato. «Abbiamo avuto il coraggio di progettare su un tema - il Trecento mantovano - perlopiù sconosciuto» dice il direttore. Sicuramente una bella sorpresa è scoprire «la lungimiranza dei Bonacolsi e dei primissimi Gonzaga in anni che hanno posto le basi del Rinascimento. La mostra - prosegue L’Occaso - fa convivere questo tema con le celebrazioni di Dante, che per la città è stato una figura di grande rilievo. Continuo a credere che il poeta l’abbia visitata, la nostra città, e non solo descritta da lontano, per così dire in smart working».

È ancora da sciogliere completamente il legame di Mantova con Dante, sicuramente strettissimo per la diffusione dalla nostra città dell’Inferno e del Purgatorio intorno al 1313 e per la probabile seppur dibattuta, dai dantisti, presenza di Dante a Mantova, verosimilmente nell’autunno o inverno del 1319, per preparare la conferenza “Questio de aqua et terra” che tenne a Verona nel gennaio 1320.

Prosegue L’Occaso: «Credo anche che il catalogo della mostra con gli scritti di Roberta Benedusi, Andrea Canova, Giuseppe Gardoni, Michela Zurla e miei, costituisca una nuova preziosa base per affrontare un secolo così misterioso, il Trecento».

Il catalogo, edito da Sometti, sarà presentato oggi alle 18 a Casa Nuvolari (Libreria Paoline-Il Rio, in viale Rimembranze) dove insieme a L’Occaso interverrà l’editore Nicola Sometti, con Giulio Girondi (editore de Il Rio, che ha in gestione la libreria) che farà gli onori di casa.

Il catalogo è stato recensito da una delle più importanti riviste internazionali di arte, “The Burlington Magazine”, e questa attenzione è di per sé un riconoscimento dell’importanza del progetto. «Abbiamo svuotato i depositi, non abbiamo più arte medievale in attesa di riscatto dai magazzini, e chissà se questo slancio farà emergere anche altre opere dalle case e dalle collezioni mantovane» ribadisce il direttore.

La mostra, di grande fascino comunicativo, accoglie alcune preziose opere in prestito, come il “San Leonardo” giottesco dalla Danimarca o gli strepitosi codici miniati prestati dalla Biblioteca Nazionale di Parigi.

Oltre a opere venute da Verona, Milano, Firenze e Venezia che non sarà facile rivedere presto a Mantova.

Il nuovo allestimento dell’Appartamento di Guastalla, progettato dallo studio Gtrf di Brescia, ha portato alla riapertura di un’ampia area del Palazzo, oltre 1.000 metri quadrati, troppo spesso chiusi al pubblico. «Le grandi superfici del Palazzo ci aiutano a gestire in sicurezza la pandemia, con la dovuta attenzione negli spazi meno ampi, come la Camera degli Sposi, e la programmazione degli eventi per il 2022 è già solidamente impostata» conclude il direttore L’Occaso. Oggi Palazzo Ducale resta chiuso, martedì 4 riaprirà con i consueti orari: dalle 8.15 alle 19, la biglietteria chiude alle 18.15 e l’ultimo ingresso sarà alle 18.30.

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