A caccia di nuvole al Ducale: ecco i percorsi didattici

Visite tematiche per imparare divertendosi anche al Museo Archeologico. In totale undici proposte per i giovani fino al termine dell’anno scolastico

MANTOVA. Andare a caccia di nuvole dentro il Palazzo Ducale è un’esperienza unica. Oltre agli ambienti chiusi, i Gonzaga amavano - senza uscire dalla loro abitazione, la reggia - gli spazi aperti: piazze, cortili e giardini all’interno del Palazzo. Se si cammina col naso all’insù, a parte i soffitti dove i cieli e le stelle non mancano, tra una stanza e l’altra si può godere il cielo vero, che può donare nuvole di infinite forme. “A caccia di nuvole” è il titolo del primo dei 5 percorsi didattici organizzati dal Ducale. E se il Ducale ne organizza 5, il Museo Archeologico ne ha attivati 6. Il primo, dentro il museo, è un giro tra le sepolture di qualche millennio fa: i due scheletri di Valdaro abbracciati (i cosiddetti amanti), il cacciatore e il cane, e lo sciamano. Attraverso i corredi funebri, i monili e le posizioni in cui vennero sepolti, i cari estinti raccontano un po’ la loro vita.

Il programma 2022 della reggia gonzaghesca propone 11 percorsi: visite tematiche per imparare divertendosi. L’offerta didattica è disponibile per tutto l’anno scolastico, dal lunedì al venerdì. Il costo è di 50 euro a classe più 10 di prenotazione. Per iscrivere la propria classe è sufficiente che l’insegnante contatti il personale del Palazzo al tel. 0376 352152, email pal-mn.didattica@beniculturali.it, per concordare una data e modulare ciascun percorso in base a eventuali esigenze particolari. Il pagamento può avvenire alla biglietteria del Ducale in contanti o tramite fattura elettronica.

Riprendiamo i percorsi. Dentro il Ducale, oltre che a caccia di nuvole, si può andare - è il secondo percorso - alla scoperta dei giardini dei Gonzaga, per esempio quello segreto dove Isabella d’Este si dedicava alla lettura e alla meditazione. Col terzo percorso si va a spasso nel tempo: un viaggio attraverso il Medioevo e il Rinascimento con dipinti, stemmi, imprese e ritratti che fanno da guida alla storia dei signori di Mantova, non senza che l’attività laboratoriale preveda, in itinere, una caccia al tesoro con l’aiuto di illustrazioni relative alle decorazioni degli ambienti.

Il quarto percorso ci porta dove volano le aquile: il rapace, simbolo di regalità, è un elemento decorativo nei soffitti, nei dipinti murali, negli stucchi e nei marmi scolpiti e i giovani esploratori parteciperanno a una spedizione storico-naturalistica per accertare la presenza dei numerosi esemplari di aquila e per classificarli. L’ultimo percorso al Ducale, tra cibo e arte, è a tavola con i Gonzaga: il banchetto doveva stupire gli ospiti per l’abbondanza e la ricchezza delle pietanze ma anche per gli stravaganti artifici con cui i piatti erano presentati.

Al Museo Archeologico, dopo quello tra le sepolture, il secondo percorso è tra gli ornamenti del corpo (gioielli e abiti) che accompagnano le comunità umane fin dai tempi più antichi. Segue un viaggio nelle necropoli romane. Poi l’atelier del vasaio (fabbricare contenitori per gli usi quotidiani). Quinto percorso: l’A, B, C degli Etruschi: nell’Italia settentrionale l’uso della scrittura arriva nell’età del Ferro. Infine, percorso numero 6, la tomba infantile di epoca longobarda rinvenuta in via Rubens. 

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