Berlinguer a Mantova: quando il segretario del Pci parlò di cultura come risorsa

Dal 20 maggio il libro fotografico in edicola con la Gazzetta a 8,90 euro più il giornale. Il discorso di Berlinguer nel 1983 in piazza Sordello. La prefazione di Veltroni

MANTOVA. Con la Gazzetta sarà in edicola dal 20 maggio, a 8,90 euro più il prezzo del quotidiano, il “Discorso sulla cultura” che Enrico Berlinguer pronunciò il 10 luglio 1983 dal palco in piazza Sordello, davanti a un’enorme folla, a conclusione della Festa nazionale dell’Unità, dedicata alla cultura, che quell’anno si tenne a Mantova.

Il libro, edito da Tre Lune, arricchito da fotografia d’epoca e dalla prefazione di Walter Veltroni, pubblicato in prima edizione nel 2014, viene proposto per i 100 anni dalla nascita di Berlinguer a Sassari il 25 maggio 1922. Un discorso, anni e anni prima che Mantova fosse riconosciuta capitale italiana della cultura, nel 2016.

Possiamo considerare profetica, nel 1983, la scelta della nostra città per discutere un aspetto così importante della vita nazionale, e non solo. Anche e soprattutto quando, allora, la percettibilità sul tema era molto meno sentita, a livello generale, sia politico che di pubblica opinione.

RIFLESSIONE INNOVATIVA

Quella di Berlinguer fu una riflessione innovativa, un’apertura di ampio respiro e di anticipazione su quanto sarebbe avvenuto decenni dopo. Il tema era (ed è ancora) quello, con le precise parole di Berlinguer, «della difesa e valorizzazione dei beni culturali».

Ciò che sorprende – oggi, a quasi 40 anni di distanza – è il modo con cui l’allora segretario del Partito comunista italiano seppe, con grande sensibilità politica, legare la questione della cultura a quella dell'ambiente e del paesaggio la cui tutela è sancita nell’articolo 9 della Costituzione italiana.

La recente introduzione di un nuovo comma riconosce il principio di tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Berlinguer anticipò un’urgenza oggi accolta e condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini e dei responsabili delle decisioni politiche.

Sebbene molta strada sia ancora da percorrere. Oggi, con la pandemia Covid che dà colpi di coda, e con una guerra in Europa, la cultura può fare davvero la differenza e contribuire a un sollevamento dalle difficoltà, soprattutto economiche, in cui versiamo, senza sapere – nell’estrema incertezza del momento – a quali potremo andare incontro.

LA CULTURA RISORSA INDISPENSABILE

La cultura è una «risorsa indispensabile – disse Berlinguer – per lo sviluppo ed anche e soprattutto una finalità del vivere sociale degli uomini». È una «leva determinante ed essenziale non per il dominio ma per la liberazione di ogni singolo individuo e della società nel suo complesso».

Siamo di fronte a un discorso che di datato non ha nulla, e che è anzi attualissimo. È un Berlinguer che guarda al futuro, «colto e curioso» in una Mantova dal «paesaggio culturale così pieno di evocazioni e richiami», come sottolinea Walter Veltroni nella prefazione del libro in vendita insieme con la Gazzetta.

Il libro accoglie un ricordo con cui Roberto Borroni, nel 1983 segretario provinciale del Pci, racconta di Berlinguer nella nostra città e della sua sosta a San Benedetto Po. Le fotografie, in bianco e nero, documentano la grande Festa dell'Unità e la visita di Berlinguer alla tipografia e alla redazione della Gazzetta.

Chiude il libro una lettera di Manuela Adriani al direttore della Gazzetta, pubblicata il 7 aprile 2014, su Berlinguer a Palazzo Ducale. Era il 1983. Berlinguer morì a Padova l’11 giugno 1984. In copertina sorride felice, sereno: così tutti lo ricordiamo. La politica, la cultura, l’etica, l’umanità. La democrazia.

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