Premio Acerbi: a vincere è Dieudonné con “La vita vera”

È stato il romanzo della rivelazione dell’ultima stagione letteraria belga

CASTEL GOFFREDO. Adeline Dieudonné, nata a Bruxelles nel 1982, è la vincitrice del premio letterario Giuseppe Acerbi. Una cavalcata verso la vittoria quella dell’opera d’esordio “La vita vera” (Solferino) che ha avuto 41 voti. “La vita vera” è stato il romanzo della rivelazione dell’ultima stagione letteraria belga: celebrato dalla critica, è da mesi in testa alle classifiche e si è aggiudicato prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio Fnac e il Premio Renaudot des Lycéens. Una cerimonia penalizzata dal caldo e che ha visto alcuni ospiti in collegamento a distanza, ma che ha comunque conservato il suo fascino perché il rituale prevede tre spogli prima della proclamazione.

Ad annunciare il vincitore dell’edizione dedicata alla letteratura del Belgio è stata Francesca Romana Paci, presidente della Giuria Scientifica. Adeline Dieudonné sarà ospite del Premio, e dunque a Castel Goffredo, nel mese di novembre per alcuni giorni, durante i quali incontrerà i ragazzi di varie scuole superiori e il pubblico dei lettori dell’Associazione Acerbi, per concludersi con la consueta serata di gala della premiazione.

La prossima tappa sarà - prima della premiazione in autunno - il viaggio in Belgio.

«Il messaggio di Acerbi è viaggiare per conoscere e avvicinare i popoli», è stato ricordato al termine della cerimonia. E così il Premio torna a viaggiare e dal 4 all’8 settembre un gruppo di lettori e il comitato del Premio saranno nel paese della Dieudonné, nel quale sono previste visite alle città di Anversa, Bruges, Gand, Leuven oltre che naturalmente alla capitale Bruxelles e al Parlamento Europeo.

La serata clou del viaggio sarà però dedicata ad un convegno il 7 settembre all’Istituto Italiano di Cultura con la partecipazione degli scrittori finalisti. Una mission che trova un interprete importante proprio in Giuseppe Acerbi che, a soli ventitré anni teorizzava così in un suo scritto le finalità del viaggio: «Spogliarsi dei pregiudizi locali ed acquistare la capacità di guardare alle cose ed agli uomini con un occhio più acuto ed imparziale; comprendere il governo, le leggi ed i costumi di altre nazioni, imparare le lingue», come è stato ricordato in chiusura della cerimonia. In piazza, per tutta la giornata, sono state esposte tutte e trenta le bandiere dei Paesi che, in questi tre decenni, hanno dato vita al Premio.

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