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da virgilio

Isa, il fumetto/23: Isa aspetta alla finestra, Fede torna con sorprese

Viva il marchese. Episodio 23 della striscia settimanale che pubblichiamo in collaborazione con Palazzo Ducale e Rulez

stefano l'occaso*
2 minuti di lettura

Come scopriremo nella quarta vignetta, l’episodio è ambientato dopo il 1519, anno della morte di Francesco II. A darcene notizia è Elisabetta, la quale fraintende la posa della nuora, Isabella, affacciata a una finestra, ritenendola malinconica. La marchesa ci appare di spalle, appoggiata al davanzale di una finestra o di una loggia. L’idea della figura affacciata a una balconata e disinteressata all’osservatore, compare nel primo Cinquecento nella cerchia di Raffaello: ne è testimone un disegno del Louvre (inventario 3932), evocato poi da altri artisti (per esempio da Girolamo da Carpi). Oltre Isabella, si scorge un paesaggio che è una celeberrima citazione. La veduta – con i laghi formati dal Mincio tagliati in obliquo dal ponte di San Giorgio – è quella dipinta da Andrea Mantegna nella Morte della Vergine che oggi si conserva a Madrid, nel Museo del Prado. Il dipinto, dell’inizio degli anni sessanta del Quattrocento, ci mostra il paesaggio che si ammirava (e si può ammirare, pur mutato, ancora oggi) dal maniero gonzaghesco.

Nel XV secolo, la finestra è un espediente narrativo importante, mette in comunicazione diversi piani e mondi e coinvolge l’osservatore nello spazio della finzione narrativa. Leon Battista Alberti, nel suo trattato “Della pittura” (1435), scrive che “dove io debbo dipingere scrivo uno quadrangolo di retti angoli quanto grande io voglio, el quale reputo essere una finestra aperta per donde io miri quello che quivi sarà dipinto”: il dipinto stesso è una finestra, un affaccio sul mondo immaginato. Non dimentichiamo che la versione latina del trattato fu dedicata proprio a un Gonzaga, ossia Gianfrancesco.

L’artificio si fa ancora più complesso nel primo Cinquecento: può infatti avvenire di osservare uno spazio dipinto e che le figure che lo abitano guardino noi, interagiscano con il nostro spazio, quello reale, oppure volgano lo sguardo a uno spazio terzo, vero e illusorio al contempo, che è quello del paesaggio che Isabella sta guardando, in un ingegnoso gioco di rimandi.

L’episodio si conclude con l’agognato ritorno di Federico Gonzaga, il tanto amato figlio di Isabella. Fede torna a Mantova, ventenne e oramai nelle vesti di marchese! L’entusiasmo della marchesa, però, è presto spento: il suo volto, prima stupito, si fa decisamente contrariato nell’ultima scena mentre apprende dal suo smartphone che la donna che accompagna Fede ha l’ardire di farsi chiamare “la_nuova_ISA”. Si tratta infatti di Isabella Boschetti, la moglie di Francesco Cauzzi Gonzaga di Calvisano, con la quale Federico ebbe una relazione per un lungo tratto della sua vita. La marchesa tratterrà la sua collera? Riuscirà a non trasformarsi in “Isabestia”, apprendendo che la fiamma del figlio porta il suo stesso nome di battesimo? Lo scopriremo nel prossimo episodio, l’ultimo – ahinoi! – di questa prima serie di Isa. —

* direttore del Palazzo Ducale di Mantova

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