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“Vacci tu là fuori”

Paolo Fresu e Dino Rubino nel segno della solidarietà

Il 3 ottobre alle 21.15 a Suzzara il concerto nella Sala della Comunità “Dante”. Con la partecipazione di Stefano Boccafoglia, Giorgio Gabrielli e L'Eterno Diavolo

Mauro Pinotti
2 minuti di lettura

SUZZARA. “Vacci tu là fuori”. Questo il titolo dell’iniziativa organizzata da una vera e propria “reunion” di associazioni di volontariato che si occupano di sociale per offrire un evento importante di solidarietà, arte e cultura alla città. Una sorta di grido d’aiuto per sopravvivere all’attuale situazione tra post pandemia, guerra in Ucraina e caro bollette. Un inno al coraggio di lottare nonostante tutto. Lunedì 3 ottobre alle 21.15, nella Sala della Comunità “Dante” di Suzzara le associazioni “Simpatria”, “Borderland” “Altomare” “Idea”, Pro loco “Città di Suzzara”, “ZeroBeat” organizzano un concerto con il trombettista Paolo Fresu e Dino Rubino con la partecipazione straordinaria di Stefano Boccafoglia, Giorgio Gabrielli e L'Eterno Diavolo. In collaborazione con Comune di Suzzara e Parrocchia dell’Immacolata. Il contributo solidarietà è di 25 euro. Info e prenotazioni 340.2201178. «L'iniziativa – spiega Manuela Righi vicepresidente di coop “Simpatria” - è un esempio dell’importanza della connessione tra la dimensione artistica e la componente educativa. Crediamo, infatti, che il linguaggio creativo dell’arte non sia solo strumento riabilitativo ma opportunità allargata d’espressione, che supporta il superamento della fragilità e crea ponti verso la comunità».

E Claudio “Cayo” Delegati dell’associazione “Borderland” aggiunge: «In un periodo di estremi ed eccezionali disagi economici, sanitari, geopolitici che stanno mettendo ancora a dura prova sempre di più la vita di molti esseri umani in ogni angolo del mondo, sarà di grande importanza coltivare ogni germoglio di buona quotidianità collettiva, le buone pratiche di una cultura dell’incontro e del diritto di cittadinanza di qualsiasi differenza. Sarà ogni piccola realtà sociale a dover tessere una rete comune più fitta del sostegno in grado di tutelare per quanto possibile chi, per mille ragioni, partendo già svantaggiato, non ce la può fare preservando insieme alle istituzioni la dignità di quanti non possono contrastare l’incedere di difficoltà ed ostacoli sempre maggiori».

«Perché se una cosa abbiamo imparato - aggiunge - è che senza dignità, da soli, senza una solidarietà diffusa non si può fare Comunità, né essere Pace. Se possiamo confidare in una speranza è quella di ritrovare insieme alle istituzioni, tutte, quella intraprendente umanità sociale e quella solidità che oggi, ancora dopo tre anni, sono imbrigliate dalle ben note condizioni avverse che si sono susseguite».

Ma non solo. «Ancora oggi - conclude Delegati - la priorità è resistere, le preoccupazioni sono molteplici, si è obbligati spesso a navigare a vista, talvolta senza certezze nel futuro immediato affinché passato lo “tsunami” potersi ancora scoprire sopravvissuti, motivati e con le energie e le risorse adeguate per tornare promotori come un tempo di progetti, attività, esperienze individuali e collettive qualificate ben radicate nel quotidiano. In questo è solo grazie ad esseri umani speciali ed eccezionali come Paolo che non ha mai smesso di starci vicini e di sostenerci in ogni modo possibile».

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